Gli omini

di Paolo X Viarengo.

"Non c'e' più caffè, chiama l'omino delle macchinette" piuttosto che "E' passato l'omino delle consegne? Aspetto un pacco". Frasi che si sentono negli uffici, nelle banche, nelle assicurazioni. Pronunciate da donne e uomini ben vestiti e seduti ad una scrivania che non si sentono superiori a chi gli fornisce un servizio: semplicemente lo ignorano. Come lo ignorano tutti. Così come viene ignorato l'omino del supermercato. L'omino della sicurezza. L'omino del pane...

Lo prova questa pandemia e la gestione dei vaccini. Chi ci fa il conto della spesa al supermercato, e ce lo ha fatto sempre perchè è un servizio essenziale, non è nelle categorie a rischio. Eppure altri che vendono un servizio altrettanto essenziale come le medicine, lo sono.
 
Il motivo per cui chi venda pane e ha sempre tenuto aperto non sia fra le categoria a rischio e uno che vende medicine si, sinceramente, mi sfugge. D'accordo che qualcuno ha detto che non si vive di solo pane, ma non credo intendesse questo: entrambi, in quanto donne o uomini, correndo lo stesso rischio hanno lo stesso diritto.

Il perchè chi porta la spesa a casa a chi è in smartworking, magari in attesa di vaccino ed in lista, non sia inserito nelle liste vaccinali, mi sfugge. Forse perchè sono omini, come comunemente li chiama chi non porta rispetto per loro. Sono gli omini che ci hanno permesso di comprare da mangiare durante i lockdown. Quelli che, con stipendi da fame e diritti più o meno uguali a zero, hanno tenuto aperti i supermercati. Ci hanno portato a casa la spesa. Ci hanno misurato la febbre prima di farci entrare e ci hanno indicato dove andare. In mezzo alla gente. A rischio contagio. A rischio malattia. Intubazione. Morte. Eppure lo hanno fatto. Non per tenere fede al giuramento di Ippocrate, come i medici e gli infermieri giustamente vaccinati e considerati come eroi da tutti, ma per tenere fede al giuramento di vivere.

E per vivere, ci devono essere i soldi. Bisogna lavorare. Portare a casa lo stipendio per permettere ai figli di studiare. Vestirsi. Mangiare. Vivere. Questi sono gli omini: termine neanche dispregiativo ma peggio, di indifferenza.
Sono quelli con cui ce la prendiamo se la pizza ordinata per le otto arriva alle otto e cinque. Sono quelli che nel traffico, nella pioggia, nella pandemia ci portano a casa le cose che ci sono essenziali: il vestito acquistato, così tanto per passare il tempo, su Zalando piuttosto che il frullatore su Amazon. Sottopagati. Sfruttati. Obbligati a lavorare per non perdere lo stipendio: se uno non va al lavoro, pazienza, ne assumeranno un altro. I nuovi schiavi. I nuovi negri. Quelli che non vengono guardati o che vengono guardati con rabbia, quando ritardano o quando ci mettono un secondo in più nel farci il conto della spesa, fatta qualche secondo prima della chiusura del supermercato. Tenuto aperto, come le farmacie, anche in lockdown. Perchè è essenziale che sia aperto, come le farmacie, come gli ospedali, come le panetterie.

Eppure loro non sono a rischio. Loro possono aspettare il vaccino. Loro possono ammalarsi e morire tanto, con la fame di lavoro che c'e', un altro a coprire il suo turno verrà trovato. E loro tengono duro ed aspettano. Aspettano come i tanti ambulanti, i tanti commercianti, ristoratori, gestori di palestre che invece non possono lavorare e si buttano fra le braccia di una destra furba ed opportunista. Fornendo il serbatoio di voti necessario perchè questa possa sempre di più alzare la testa e fare paura ringhiando sciocchezze senza umanità. Cavalcando la paura. Cavalcando il malcontento e la rivolta, senza controparte.

Senza una sinistra: assente e ancora succube della caduta del muro di Berlino. Quando in realtà non era caduta un'ideologia ma un modo di interpretarla: dittatoriale, prevaricatore e tirannico, al punto da sembrare di destra. Feroce. Conservatrice. Già, conservatrice come ogni destra è: votata perchè mantenga lo status quo. Votata da chi sta bene perchè nulla cambi. Nè la famiglia, nè il lavoro e nemmeno i Diritti.

Ora, invece, nella totale assenza di una sinistra, si assiste a questo: per cambiare si vota destra. Ma il cambio non sarà più diritti, più tutele o più assistenza e felicità. Il cambio sarà un uomo che decide di dare più diritti, più tutele e più assistenza in cambio della libertà, della condivisione, della partecipazione. E quando quell'uomo avrà tutto, perchè dovrebbe cambiare ancora? A lui starà bene così e tornerà conservatore. E questo sarà se la sinistra non tornerà ad essere sinistra, invece che il portavoce solo delle banche, della Scuola, del settore pubblico.

Dove sono gli operai sottopagati e sfruttati che lavorano, anche loro, rischiando la vita in attesa del vaccino? Quegli stessi operai che si iscrivono alla Cgil per difendere i loro Diritti ma, che per lo stesso motivo, votano Lega o Fratelli d'Italia. Dove sono gli studenti e i ragazzi a cui sono stati tolti gli anni più belli per chiuderli in casa ad assistere a lezioni tenute da professori, anche loro a casa, ma vaccinati?
Vaccinare i professori e tenere chiuse le scuole non ha senso: è come dare il bianco solo ad una parete della propria abitazione e poi andare a vivere in albergo. E la tempesta monta. La rabbia anche. Dove sono gli intellettuali che dovrebbero dire che siamo tutti donne e uomini, e non ci sono omini, omuncoli, o schiavi? Dove sono i politici e i legislatori che dovrebbero metterlo per iscritto? Perchè non sono per le strade, nelle fabbriche, vicino alle macchinette del caffè, vicino ai negozi chiusi, a pedalare con un runner che porta le pizze, con il pugno alzato, a gridare insieme a loro la loro rabbia?

Perchè, purtroppo, nel sentore popolare, sono a Budapest a parlare con il Capo di Stato di quel paese e di quello polacco per formare un'alleanza populista. Non sono in parlamento. Non sono al governo. La sinistra ha smesso di occuparsi degli ultimi. Degli oppressi. Degli schiavi. Ha deciso di occuparsi di chi li ha sempre votati, rinchiudendosi in difesa dei propri privilegi con la scusa di una possibile deriva autoritaria a destra alle prime elezioni. Che ci sarà. Indiscutibilmente ci sarà. Perchè in difesa si prende tempo per riorganizzarsi e tornare in cima, non si sta lì per morire lentamente. Litigando e piangendosi addosso. Incuranti degli altri. Incuranti della missione politica. Incuranti di un'ideologia ancora e sempre più attuale ed attuabile. In un mondo che invece la vede come quella che è ora: privilegio, parole e nulla.

Mentre gli omini tengono aperto il supermercato, ci vengono a mettere il caffè in ufficio, ci misurano la febbre prima di entrare, ci portano a casa la roba (ma puntuali, per carità!). In attesa di un vaccino che arriverà anche per loro. Alla fine. Per ultimi, quali loro sono.
Un tempo qualcuno aveva detto: beati gli ultimi. E qualcun altro, più cinico, aveva aggiunto: se i primi sono onesti.

Ma i primi non sono mai onesti. Non sono intelligenti. E non sono nemmeno furbi.

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