Leonard Peltier innocente detenuto da 45 anni

di Gianfranco Monaca, presidente Tempi di fraternità odv.

Mi sembra che i mezzi d'informazione non abbiano dato adeguato risalto a una notizia che invece ha una grande rilevanza non solo morale, ma anche politica ed istituzionale su scala internazionale...

Il Presidente del Parlamento Europeo (l'unica istituzione dell'Unione Europea eletta a suffragio universale, e quindi realmente rappresentativa di tutti i cittadini dell'Unione) ha annunciato pubblicamente il 23 agosto, con una conferenza stampa, con un video e con un tweet, la richiesta al Presidente degli Stati Uniti d'America di un atto di clemenza che restituisca finalmente la liberta' a Leonard Peltier, l'illustre attivista nativo americano impegnato per i diritti umani e in difesa del mondo vivente, da 45 anni ingiustamente ed assurdamente detenuto per delitti ch! e non ha mai commesso: la sua condanna fu infatti l'esito di un scandaloso processo-farsa fondato su prove e testimonianze false (ed a riconoscere la falsita' delle prove e delle testimonianze sono stati successivamente gli stessi accusatori e gli stessi giudici che lo condannarono).

Nel corso di questi 45 anni la liberazione di Leonard Peltier e' stata richiesta da innumerevoli personalita' di tutto il mondo, da Nelson Mandela a madre Teresa di Calcutta, a numerosi Premi Nobel.

Come Tempi di fraternità (odv) abbiamo partecipato, con centinaia di cittadini, sindaci, personalità della cultura ed associazioni culturali, all'iniziativa del Centro di ricerca per la pace di Viterbo per sollecitare l'intervento del Presidente del Parlamento Europeo e siamo ansiosi di conoscere l'esito di quest'opera di pace.

Leonard Peltier e’ nato a Grand Forks, nel North Dakota, il 12 settembre 1944; attivista dell’American Indian Movement che si batte per i diritti umani dei nativi americani, nel 1977 fu condannato a due ergastoli in un processo-farsa sulla base di presunte prove e presunte testimonianze successivamente dimostratesi artefatte, inattendibili, revocate e ritrattate dagli stessi ostensori. Da allora e’ ancora detenuto, sebbene la sua innocenza sia ormai palesemente riconosciuta. Di seguito riportiamo una breve nota di presentazione di un suo libro edito in Italia nel 2005: “Accusato ingiustamente dal governo americano – ricorrendo a strumenti legali, paralegali e illegali – dell’omicidio di due agenti dell’FBI nel 1975 (un breve resoconto tecnico della farsa giudiziaria e’ affidato all’ex ministro della giustizia degli Stati Uniti Ramsley Clark, autore della prefazione), Peltier, al tempo uno dei leader di spicco dell’American Indian Movement (AIM), marcisce in condizioni disumane in una prigione di massima sicurezza da quasi trent’anni. Nonostante la sua innocenza sia ormai unanimemente sostenuta dall’opinione pubblica mondiale, nonostante una campagna internazionale in suo favore che ha coinvolto il Dalai Lama, Nelson Mandela, il subcomandante Marcos, Desmond Tutu, Rigoberta Menchu’, Robert Redford (che sulla vicenda di Peltier ha prodotto il documentario Incident at Oglala), Oliver Stone, Howard Zinn, Peter Matthiessen, il Parlamento europeo e Amnesty International, per il governo americano il caso del prigioniero 89637-132 e’ chiuso.
Non sorprende dunque che Peltier sia divenuto un simbolo dell’oppressione di tutti i popoli indigeni del mondo e che la sua vicenda abbia ispirato libri (Nello spirito di Cavallo Pazzo di Peter Matthiessen), film (Cuore di tuono di Michael Apted, per esempio) e canzoni (i Rage Against the Machine hanno dedicato a lui la canzone Freedom). In parte lucidissimo manifesto politico, in parte toccante memoir, questa e’ la straordinaria storia della sua vita, raccontata per la prima volta da Peltier in persona. Una meravigliosa testimonianza spirituale e filosofica che rivela un modo di concepire la vita, ma soprattutto la politica, che trascende la dialettica tradizionale occidentale e i suoi schemi (amico-nemico, destra-sinistra e cosi’ via): i nativi la chiamano la danza del sole” (dalla scheda di presentazione del libro di Leonard Peltier, La mia danza del sole. Scritti dalla prigione, Fazi, 2005, nel sito della casa editrice: fazieditore.it).

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