Facciamo rinascere ad Asti la Piazza delle Erbe



Dopo il successo della "Bagna cauda Day", Sergio Miravalle e la rivista "Astigiani" hanno lanciato una petizione popolare per ridare un nuovo ed antico volto all'attuale piazza Statuto, l'antica Piazza delle Erbe di Asti.
L'iniziativa ci piace e invitiamo tutti ad aderirvi ...

Per sottoscrivere la petizione, invia una mail con i tuoi dati all'indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. indicando l'oggetto "Sottoscrizione Piazza delle Erbe", oppure firma sottoscrivendo il testo disponibile nei locali e nei negozi della zona di piazza Statuto.


Al signor sindaco della Città di Asti

Noi cittadini di Asti e del contado che amiamo Asti e la sua storia sottoponiamo alla sua attenzione un’idea su piazza Statuto, l’antica piazza delle Erbe.

Questa piazza, nel cuore della nostra città, ha avuto fino al 1940 un bellissimo mercato coperto: una struttura in ferro e ghisa, in stile Liberty, che le foto del tempo fanno rimpiangere.
E allora stimoliamo e risvegliamo come è nelle natura di Astigiani.
Ecco l’idea: ricostruire con lo stesso stile una moderna struttura coperta vetrata in grado di ospitare eventi culturali, mercati, presentazioni, incontri. Uno spazio pubblico da vivere e utilizzare tutto l’anno.

Affidiamo all’amministrazione comunale il compito di elaborare progetti, valutare i costi e realizzare il nostro sogno, anche con sistemi finanziari che coinvolgano i cittadini, come già avvenuto in passato con i Boc per completare il restauro del Teatro Alfieri.

Ci piacerebbe un progetto che consenta anche di sistemare in piazza delle Erbe, protetta dalla struttura in metallo e vetro, ma ben visibile da tutti, la nostra antica Giostra di Bastian, tanto cara alla memoria degli astigiani, che la Fondazione Cassa ha acquisito e fatto restaurare, ma che non ha ancora trovato degna collocazione.

Noi ci crediamo.

In fede.

Commenti  

+1 #1 elena 2013-12-22 22:11
l'attuale assetto di piazza Statuto nasce già da un progetto destinato a ricordare l'antica piazza delle erbe: i gazebo vogliono dare l'dea delle vecchie bancarelle e le grandi fioriere, già dotate di impianto di irrigazione contenevano, ed ancora in parte contengono, erbe aromatiche come rosmarino, finocchietto, menta, salvia, lauro, ecc. col tempo le erbe aromatiche sono state in gran parte trafugate, a cominciare dai coloratissimi peperoncini, per cui sono state sostituite con comuni essenze da fiore meno appetibili
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+1 #2 Marco Pesce 2013-12-28 14:40
Mi chiedo se davvero, di questi tempi, sia opportuno OCCUPARE stabilmente parte di una piazza del centro storico di Asti, ed in particolare Piazza Statuto che, dopo decenni di incertezze progettuali, pare aver assunto una connotazione sicuramente perfettibile ma almeno accolta positivamente da residenti e turisti. Davvero si ritiene che la spinta all'economia, lo sviluppo del commercio, l'innovazione, debbano necessariamente passare dalla (ri)costruzione di un volume con struttura in ferro in stile Liberty, vetrato, che NELLE INTENZIONI IN FUTURO dovrebbe servire per organizzare eventi (per lo più invernali, dico io: dubito che nella bella stagione a qualcuno verrebbe voglia di infilarsi in una struttura metallica vetrata) ma che DI FATTO GIA' DA SUBITO certamente sottrarrebbe parte della piazza alla quotidiana fruizione di tutti per concederla, ben che vada, solo in alcune occasioni e solo ad alcune persone? E chi gestirà tale NUOVO CONTENITORE, perché di fatto questo sarebbe?
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+2 #3 Marco Pesce 2013-12-28 14:45
Fermiamoci un attimo prima di redigero e/o sottoscrivere petizioni: credo sarebbe meglio prima informarsi e regionare insieme. Per far rivivere il fascino di una cartolina non basta innalzare qualche pilastro in ferro (facendo magari un falso neo-liberty...), una copertura e piazzare 4 vetri; gli edifici, oggi, a maggior ragione se pubblici, devono soddisfare rigidi criteri di contenimento dei consumi energetici: ergo maggiori costi di progettazione e di realizzazione. In più, se ben costruiti, debbono essere anche adeguatamente manutenuti e gestiti, azioni per le quali in Italia gli Enti pubblici non sono famosi nel mondo... Che lo STOP AL CONSUMO DEL TERRITORIO (concetto pienamente condiviso da chi scrive) valga solo nelle periferie e non in centro città? Com'è emerso dagli incontri del recente ASTI FEST, quello di cui Asti ha bisogno non sono iniziative isolate, per quanto valide nei loro ideali di miglioramento della città: ha bisogno di un'idea,un progetto,una VISIONE COMPLESSIVA.
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+1 #4 Marco Pesce 2013-12-28 14:47
Per Asti la ricerca di una nuova propria identità, che non potrà essere (solo) cittadina bensì territoriale, non potrà che passare attraverso un preventivo e qualificato lavoro di ricerca, unito ad un CONFRONTO, ad un dibattito permanente tra i vari soggetti interessati: Enti, associazioni, soggetti economici, ordini professionali, comitati ecc... Non domani: già da subito, da OGGI! Ben vengano quindi proposte ed iniziative, da parte di chiunque: ma credo che una raccolta firme o una petizione per un determinato singolo progetto, per essere valide non possano che passare prima attraverso un'attenta analisi del caso in esame: analisi non solo visiva, diciamo "sentimentale", ma anche e soprattutto storica, urbanistica, architettonica, energetica, economica.
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+2 #5 Gianni Bosso 2013-12-31 17:41
"Ecco l’idea: ricostruire con lo stesso stile una moderna struttura coperta vetrata in grado di ospitare eventi culturali, mercati, presentazioni, incontri. Uno spazio pubblico da vivere e utilizzare tutto l’anno." Quindi il problema di Asti è che mancano i contenitori ? Pensavo che mancassero i contenuti. Ex enofila, Ex Vigili Urbani ecc ecc sono vuoti da anni! Abbiamo bisogno dell'ennesima struttura?
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