Ragionando sui limiti della legalità



di Michele Clemente, Coordinamento Asti Est.

Sulla vicenda che ha visto protagonista Santoro, ex Direttore A.T.C. di Asti, come militante del Coordinamento Asti Est propongo alcune riflessioni.
Secondo alcuni, ad esempio il Consigliere Comunale Lattanzio, noi saremmo i fautori dell'illegalità, perché sosteniamo le famiglie senza casa che hanno occupato edifici vuoti e abbandonati da anni. Ancora: perché contrastiamo gli sfratti, frapponendo i nostri corpi e le nostre parole come argine alla disperazione e alla solitudine di chi altrimenti sarebbe cacciato di casa, senza che gli venga offerta alcuna alternativa. C'è di che andare fieri di questa cosiddetta illegalità, a confronto del furto di soldi pubblici perpetrato da parte di chi avrebbe dovuto gestirli. Soldi delle Case Popolari! ...

La somma che, secondo l'accusa, sarebbe stata sottratta da Santoro ammonterebbe almeno al milione e mezzo di euro, ma probabilmente di più (negli ultimi giorni si parla di sette milioni n.d.r.), mi chiedo quanti affitti di case popolari siano contenuti in quella cifra.

Una notazione più personale. Il Coordinamento Asti Est fa anche azioni che nessuno, questa volta, può tacciare di illegalità: sportello informativo, studio costante della normativa, elaborazione di proposte. In questa nostra attività abbiamo sempre avuto una forte (seppur deludente) interlocuzione con vari attori, soprattutto Istituzioni ed Enti. Molte le interlocuzioni con l'Atc, ovviamente. Santoro non era tra gli interlocutori peggiori, almeno era competente in materia e, in quanto tale, a volte era obbligato a convenire con le nostre posizioni. Per questo, siamo rimasti ancor più sconcertati per quello che ha fatto. Un conto è quando si parla di furto di soldi pubblici in generale, altro quando si parla di qualcuno con cui ci si è seduti ai tavoli a discutere, e che sembrava pure partecipe del problema.

Si può ridurre l'episodio ad una colpa personale, ma sarebbe stucchevole e auto assolutorio per il sistema di potere di cui Santoro è (era) parte: tutto mercificato, tutto misurato con il profitto, anche quel bisogno irrinunciabile che è il diritto alla casa. E allora, se ci si trova con le mani in pasta, perché non approfittarne?  Lo speculatore immobiliare è meglio di chi ruba i soldi ad Atc? Tenere edifici vuoti quando ci sono famiglie per strada, è un comportamento etico?

E' il sistema ad essere illegale, il comportamento del singolo conferisce giusto quel tocco di meschinità e di squallore in più. Ci pensino un po' sù, quelli che si riempiono la bocca, a sproposito, di legalità. Anche Santoro era per la legalità, tuonava contro gli assegnatari morosi dell'Atc, esigendo piani di rientro. Come ha acutamente scritto una giornalista de La Nuova Provincia, adesso il piano di rientro lo dovrà fare lui ... Si potrebbero usare i soldi recuperati per sanare le posizioni di chi non riesce più a pagare il canone, sarebbe un dovuto risarcimento.

Esigiamo almeno, in nome delle persone e delle famiglie che rappresentiamo, che al danno non si aggiunga la beffa, vale a dire una Atc imballata in un Commissariamento infinito, e quindi ancor meno in grado di dare risposte. Ci si dia una mossa, e nel segno della trasparenza: certi inspiegabili ritardi nella pubblicazione delle graduatorie o nell'assegnazione degli alloggi, tanto per fare un esempio, alla luce di quanto è successo si possono leggere con legittimo sospetto. Si metta lo zelo legalitario nei controlli della macchina Atc e si smetta di criminalizzare la povertà.

A questo proposito, ci aspettiamo dal Comune una presa di posizione coraggiosa nei confronti del Governo che, con l'art. 5 del Decreto Legge sulla casa, impone di staccare acqua-luce-gas agli occupanti. Il Sindaco non si sentirebbe imbarazzato ad obbedire a questa vendetta sociale inumana, nei confronti di famiglie incolpevoli?
Nella Sua città, dove si è verificato il colpevolissimo, questo sì, "affaire Santoro & C." ?

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