Supermercati nuovi. Di corsa...

di Silvana Bellone.

Sono una cittadina di Asti, abito in corso Casale, quartiere Asti-est; una zona dove la pandemia ha fatto emergere nuove povertà che si sono aggiunte a problemi già preesistenti.
Ma ecco una novità! È in costruzione un nuovo supermercato, soluzione forse di tutti i problemi?!
In un quartiere dove già sono presenti: Esselunga, Penny, Coop e, leggermente più lontano, Eurospin e il nuovissimo Aldi, ecco che sta per arrivarne ancora uno...

Questa è la cultura del nostro quartiere: non biblioteche, non centri di incontro culturali; rimangono un oratorio e il calcio che sono bloccati a causa della pandemia, ma tanti supermercati sempre aperti, che oltre al consumo di suolo e alla cementificazione selvaggia del territorio, spingono con mille sollecitudini a diventare consumatori ad oltranza: ”entrate e comprate” e se non avete bisogni ve li creiamo noi, in un ambiente accattivante, pieno di luci e colori.

Non si fa nulla per ricondurre le persone a ritrovare la loro vera umanità, con messaggi accattivanti si attirano verso un'unica direzione.
Il mito del supermercato ha distrutto, ha fatto chiudere tanti piccoli negozi dove erano possibili relazioni che si consolidavano nel tempo; ha condotto tanti ad usare sempre l’automobile perché al supermercato si va per una grande spesa, si compra molto e spesso si raddoppia, perché ci sono le offerte e, soprattutto, si va di fretta per arrivare prima alle casse e correre, correre sempre, senza pensare...

Non voglio distruggere l’idea del supermercato, ci sono supermercati che fanno scelte etiche che sono da apprezzare, ma vorrei che ci fosse più attenzione da parte dell’amministrazione nel dare i permessi, mettendo dei limiti e assumendo scelte coraggiose nei confronti dei cittadini: per il loro bene.

Ma questo è un reale obiettivo?

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