Teleriscaldamento a Cuneo: i cittadini sono informati?



A cura de La Costituente dei Beni Comuni Cuneo.


Fra pochi giorni il Comune di Cuneo firmerà il contratto con Wedge Power (partecipata al 10% da AGC vetrerie e al 90% da società del costruttore Arnaudo) per l’affidamento dei lavori del Teleriscaldamento. Su questa controversa e opaca vicenda del Teleriscaldamento la Costituente dei Beni Comuni, da sempre contraria al Teleriscaldamento in quanto ritenuto “tecnologia obsoleta”, dopo una prima presa di distanza, espressa con lettera a La Stampa in data 12 Dicembre da parte di un suo Coordinatore (ben prima che qualsiasi esponente politico ne parlasse), si è riunita in Assemblea Pubblica nella serata del 10 Marzo ed ha espresso le seguenti valutazioni in gran parte critiche ...

1) L’AGC (Vetreria), come si è potuto finalmente appurare, è socia di Wedge Power da Maggio 2015, ma solo per il 10%. AGC è molto interessata all’operazione , dovendo sostituire l’attuale forno, giunto ormai al termine del suo ciclo di sfruttamento. Tuttavia, come è ovvio, non dà nessuna assicurazione circa la permanenza sul territorio, salvo affermare che il sistema del Teleriscaldamento può essere un forte argomento in tale direzione (con vantaggi anche per l’indotto: trasporti, meccanica di supporto). L’argomento è indubbiamente importante ai fini occupazionali, ma non è sostanziato da precise garanzie assunte dalla sede centrale dalla capogruppo multinazionale giapponese.

2) Il Comune si toglie un grosso fardello e cioè il pagamento dei costi di progettazione da rifondere alla Ditta che aveva vinto in precedenza il Project Financing per la realizzazione dell’opera e che oggi verrebbe tacitata dal subentrante.

3) Il protagonista dell’operazione sembra essere il maggiore azionista della Wedge Power (90%), il già citato costruttore edile, già condannato per turbativa d’asta nella precedente gara di Project Financing, quando a gara in corso aveva comprato i terreni dove doveva essere allocata una delle due centrali, precostituendosi una posizione di vantaggio.

4) Il Contratto, che sta per essere firmato, è una sorta di aggiudicazione furbesca per 29 anni di un servizio ad una Società senza gara, dal momento che è del tutto inverosimile che altre Aziende possano entrare in competizione con chi ha realizzato i lavori per i cuniculi per la posa della rete.

5) I vantaggi ambientali, riassunti in una diminuzione della CO2 emessa del 5% sono molto approssimativi e teorici e non considerano a sufficienza le ricadute concentrate in loco (Madonna delle Grazie) delle emissioni. E’ tuttavia vero che il nuovo forno della Vetreria consumerebbe molta meno energia dell’attuale e rilascerebbe meno emissioni nel complesso dell’impianto, fornendo peraltro energia elettrica in esubero da vendere in rete (?) ed energia calorica anch’essa in esubero da immettere nella rete del teleriscaldamento.

6) Sicuramente il sedime stradale della città, sia pure nelle dimensioni di un isolato per volta, sarebbe compromesso per un certo numero di anni.

7) Non è stato fornito alcun dato circa la domanda potenziale attuale di allacciamenti (che saranno in ogni caso volontari) dopo che nel corso di questi ultimi anni molte caldaie (60-70% del totale) sono state cambiate (caldaie a condensazione per utilizzo di metano al posto dell’olio combustibile). L’argomento secondo il quale il Comune non ci rimette niente, perchè il rischio è tutto dell’impresa, è sintomatico della mentalità di questa Amministrazione, che non valuta il costo/beneficio dell’intera operazione, che in ogni caso avviene nel suolo comunale con riflessi sulla vita dei cittadini.

8) Ma soprattutto, e questo è l’argomento fondamentale, il teleriscaldamento può tendenzialmente portare (rischio ammesso dall’Arch.Fino della Provincia) ad un aumento paradossale dei consumi (sempre centrati su fonti non rinnovabili quali il gas, certamente migliori di quelle utilizzate, ma ad oggi solo più in misura residuale, a olio combustibile) per una sorta di deresponsabilizzazione degli utenti verso un servizio supercentralizzato e a distogliere l’attenzione e l’interesse dalle metodologie di risparmio energetico adottabili in ogni singolo edificio mediante l’utilizzo di energie alternative da fonti rinnovabili e misure di risparmio strutturali. Tali misure dovrebbero essere favorite dal Comune anche mediante appositi Uffici di consulenza, essendo tale strategia incentivata in Italia sia pure con oscillazioni “umorali” e al di fuori di un preciso piano energetico.

Ha ragione qualcuno a dire che se si fanno le marce per il clima, che hanno come obbiettivo la dismissione delle fonti non rinnovabili, poi si dovrebbe agire in maniera coerente a livello operativo locale. I cambiamenti climatici che abbiamo vissuto nell’inverno scorso, privo di precipitazioni in alcune zone per 100 giorni, sembrano lasciare indifferenti politici e amministratori locali o per lo meno non li spingono ad assumere decisioni coerenti, per di più nella loro posizione di aderenti ad associazioni quali “Le citta’ sostenibili”. Noi riteniamo che sia giusto e urgente aprire un vasto dibattito pubblico e sospendere ogni decisione in attesa delle verifiche tecniche e consultive richieste. In questo senso ci faremo promotori di iniziative e sosterremo quelle di altre associazioni, che vadano nel senso di una corretta e approfondita informazione della cittadinanza.

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