Sosteniamo il Liceo musicale di Alba, una risorsa per il territorio

“La musica è un pilastro di tutto il nostro sistema formativo”.
Sono le parole di Patrizio Bianchi, Ministro dell’Istruzione del Governo Draghi, che così continua: “L’educazione musicale ha un ruolo fondamentale nello sviluppo, non solo della singola persona, ma anche della comunità. […] E per questo, quindi, che io vorrei rilevare l’altissimo valore educativo della musica e della musica a scuola e della musica come parte componente del percorso di crescita di ognuno. […] L’educazione musicale vuol dire permette ai nostri ragazzi di avere un linguaggio in più"...

"… Vi chiedo ancora una volta di sostenere questa visione che abbiamo in cui la musica non deve essere un ospite a scuola ma deve essere un pilastro fondamentale di tutto il nostro sistema educativo ad ogni livello. So che questa è la vostra battaglia sappiate che è anche la mia."

Eleggiamo a manifesto dell’educazione musicale le parole del Ministro, e le trasportiamo nella nostra comunità locale, nella quale un tassello fondamentale di questa costruzione rischia di essere compromessa.

Alba Music Festival, storica realtà presente ad Alba e sul territorio da 18 anni, si affianca e si fa promotore di una causa che coinvolge il mondo scolastico locale ma che implica principi nazionali e assoluti.  

Nello specifico è la vicenda del Liceo Musicale "Leonardo da Vinci" di Alba, istituto attivo da soli 3 anni che si integra virtuosamente ad un sistema musicale organico che comprende una Scuola media a indirizzo musicale, una Scuola Civica di Musica oltre a decine di iniziative di formazione e perfezionamento, dalle bande all’istruzione privata, e che completano un panorama fitto di manifestazioni, attività ed espressioni artistiche.

Negli scorsi mesi è stato deciso di annullare, dalla prossima annualità, la classe I del sopracitato Liceo Musicale, in quanto non è stato raggiunto il numero minimo di iscritti, disattendendo i principi espressi in apertura e, nei fatti, ignorando l’eccezionalità della situazione pandemica e i suoi effetti nefasti sulla società intera, per nulla esclusa l’educazione scolastica.

Facendo seguito in primis alle istanze dei genitori coinvolti in questa vicenda, desideriamo porre in evidenza quanto lo studio della musica sia stato fortemente penalizzato: si pensi alle difficoltà o meglio impossibilità della didattica a distanza, con video trasmissioni funzionali alla voce parlata ma sostanzialmente inadeguate alle trasmissione sonora di strumenti musicali, alle distanze di sicurezza minime che, quando possibili, hanno svilito il naturale passaggio artigianale di insegnamenti verso l’allievo, che solo la presenza permette. Molti giovani, sconfortati dall'impossibilità di fare musica insieme o comunque di coltivarla a scuola e al di fuori di essa, si sono allontanati dalla pratica musicale, svuotata dai suoi contenuti di espressione condivisa e di socialità. Oltre a questo, l’attività di orientamento per i nuovi iscritti, online come ovvia soluzione di emergenza, non è riuscita a far conoscere alle famiglie i percorsi formativi, come questo, di più recente attivazione.

A completare il quadro ci aiutano le parole della dirigente dell'ufficio scolastico di Cuneo, dott.ssa Furci, che agli ultimi open days del Conservatorio di Cuneo dichiara "il Conservatorio quest’anno, così come i Licei e le scuole che abitualmente si esprimono attraverso la musica d’insieme, con la pandemia e con le restrizioni dovute al distanziamento hanno sofferto molto: hanno sofferto tutte le attività che coinvolgevano fisicamente le persone in presenza. La musica ha subìto un grave stop, una grave fermata all’espressione in pubblico, e questo ha sicuramente inciso anche sulla motivazione e sull’orientamento" e "...il collegamento della crescita e della formazione musicale dei bambini deve essere uno sviluppo armonico, che parte dai progetti che già si avviano dalla scuola dell'infanzia, poi la scuola primaria e, attraverso lo studio dello strumento musicale nella scuola media ad indirizzo musicale, mediante il liceo."

In tutto il Piemonte e in tutta Italia si è verificato un forte calo di iscritti presso i Licei Musicali, per la particolare criticità in un’età di scelte, ma anche nei Conservatori, nelle Scuole Civiche e nell’insegnamento privato. Le iscrizioni ai Licei Musicali sono state in molti casi insufficienti ma sono state trovate soluzioni, sia allungando i tempi d’iscrizione che riducendo il numero minimo di iscritti per l’attivazione. In altre regioni sono state autorizzate tutte le prime di Licei Musicali che fossero riuscite a raggiungere almeno 12 allievi, e ci chiediamo per quale motivo l’eccezione non sia stata fin ora applicata al nostro caso, cosa ci può essere di più eccezionale di una pandemia per derogare a oggettive difficoltà.

Alla luce di quanto illustrato, chiediamo una risposta che tenga conto della singolarità del momento, pensando a una comunità che ha fatto propri i principali valori di solidarietà civile e di coesione, diventando esempio sociale, e nel quale l’educazione e la sensibilità artistica sono sempre stati orizzonti da perseguire.

Come Festival, conoscendo da quasi un ventennio le complessità del fare cultura e della formazione artistica, chiediamo alle Istituzioni nazionali e locali nelle persone dei ministri Patrizio Bianchi e Fabiana Dadone, del governatore Alberto Cirio, del provveditore agli studi di Cuneo Maria Teresa Furci, del sindaco di Alba Carlo Bo e di tutti i rappresentanti politici e della società civile sensibili alla causa, di portare la questione ad un vaglio ancora più approfondito ed un’azione congiunta, al fine di contribuire a trovare soluzione ad una contingenza di primaria importanza, piccola ma simbolica nel suo valore assoluto, che coinvolga l’intero tessuto sociale, dalle famiglie al corpo docente ma, soprattutto, incida sui giovani che prospettano il loro futuro nel solco della grande tradizione dei mestieri e dell’inventiva artistica, valori che hanno fatto di questo paese un modello esemplare per tutto il mondo.

Ringraziando per l’attenzione, chiudiamo ancora con le parole del Ministro:

"...Permettere ad ogni bambino e ad ogni bambina di questo Paese, ho detto ad ogni neanche uno di meno, di poter suonare uno strumento insieme con altri vuol dire non soltanto permettere a quel bambino di avere più strumenti per crescere, ma vuol dire anche la capacità di costruire delle comunità solidali, solidali in cui l’inclusione non diventa una parola astratta ma diventa una pratica quotidiana, vuole dire la capacità di costruire una società in cui è chiaro che una Sinfonia è esattamente quello che dice l’etimo, il significato profondo della parola cioè il vivere insieme, il condividere assieme, il significato profondo della parola."

Questa petizione può essere sottoscritta on line qui.

 

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