La Burocrazia è elefantiaca o è il progetto che presenta criticità?

Alcune dichiarazioni rilasciate a "La Stampa" da Luigi Schiappapietra, legale rappresentante e presidente della Cerere SpA, relative al discusso progetto per la realizzazione di un impianto per la produzione di pet food a Castagnole delle Lanze, provocano le reazioni motivate dell'Associazione Castagnole Attiva ODV: «una personale ricostruzione delle procedure amministrative che non riflette con completezza la realtà dei fatti nota alla comunità e alle istituzioni locali»...

Schiappapietra aveva rivelato al quotidiano di avere perso 10 milioni per le lungaggini e gli ostacoli della burocrazia italiana, che nel caso castagnolese avrebbe concesso il permesso di costruire dopo ben 1.370 giorni, 15 volte il tempo massimo previsto.
Queste le parole dell'imprenditore:

«Il progetto, con un investimento di 25 milioni, prevedeva la costruzione di una fabbrica green a emissioni zero all'avanguardia in Europa. Prima di acquistare l'immobile, ex fabbrica Miroglio chiusa da oltre un decennio, nel giugno 2021 abbiamo presentato un progetto di massima con la richiesta di un parere preventivo e ad agosto l'amministrazione dichiarava la conformità urbanistica e la fattibilità».

«Nel luglio 2022 abbiamo richiesto il permesso di costruire. La legge fissa un termine massimo di 90 giorni, ma è arrivato solo a gennaio 2025. A settembre l'Aua, ma solo ad aprile il Comune ha notificato il Provvedimento unico amministrativo. Ben 1.370 giorni, 15 volte il tempo massimo previsto».
«La Provincia ha agito rapidamente, anche se intralciata dalle contestazioni sul cui contenuto si pronunceranno i giudici».

«Nel 2025 Invitalia ci aveva notificato un contributo Pnrr di quasi 10 milioni, che in parte sarebbero stati utilizzati per gli interventi green e per la mitigazione climatica e ambientale. Non avendo ancora potuto notificare l'inizio dei lavori, sono andati persi».

L'Associazione Castagnole Attiva ODV così replica alle parole dell'imprenditore:

«Castagnole Attiva ODV prende atto delle dichiarazioni del signor Schiappapietra pubblicate dal quotidiano, ma ritiene doveroso precisare che la sua personale ricostruzione delle procedure amministrative non riflette con completezza la realtà dei fatti nota alla comunità e alle istituzioni locali.

L’Amministrazione Comunale ha infatti costantemente garantito piena disponibilità e supporto tecnico-amministrativo al progetto Cerere, attivandosi con solerzia per accompagnare l’iter autorizzativo. Le tempistiche citate nell’articolo rischiano di evidenziare una situazione di assoluto deficit burocratico, tralasciando alcuni dettagli che in realtà spiegano il dilatarsi dell’iter autorizzativo a fronte addirittura dei pareri negativi attribuiti al progetto presentato, da parte di due organi tecnici primari: la Commissione Locale del Paesaggio e la Commissione edilizia del Comune di Castagnole Lanze.

Omettono, inoltre, passaggi inevitabili legati a continue varianti progettuali, “spacchettamenti in lotti”, necessari approfondimenti tecnici e, soprattutto, al ricorso presentato al TAR da 17 cittadini per la tutela del paesaggio UNESCO – procedimento in discussione proprio in queste settimane, nel quale l’Amministrazione Comunale ha di fatto affiancato l’impresa. Alla luce di questo contesto, della sospensiva cautelare che il TAR ha decretato nell’ottobre scorso, confermando la validità delle motivazioni del ricorso dei cittadini, e considerata la relativa fluidità con cui sono stati rilasciati i principali atti autorizzativi, riteniamo che il tono di lamentela sulle “lungaggini” risulti sproporzionato e non coerente con il reale percorso svolto.

In un momento di crisi del comparto edilizio e di necessaria transizione ecologica, crediamo che sia utile valorizzare il dialogo tra istituzioni, imprese e territorio. Ottenere permessi per interventi di questa portata richiede inevitabilmente iter articolati, ma la semplificazione non può mai prescindere dalla salvaguardia del paesaggio, della salute e della partecipazione pubblica valori che noi di Castagnole Attiva vogliamo custodire con convinzione. Ad esempio la nostra idea di progetto “Ripensiamo la Valle Tanaro”, ispirato ai principi della Nature Restoration Law, è nato proprio per dimostrare che sviluppo economico, rigenerazione ambientale e ascolto della comunità possono e devono procedere di pari passo. Per questo riteniamo che le certificazioni e gli adempimenti non debbano essere letti come ostacoli, ma come strumenti di qualità condivisa e trasparenza.

Restiamo a disposizione per un confronto costruttivo e documentato, perché il futuro del nostro territorio si costruisce con verità, responsabilità e visione comune».
Castagnole Attiva ODV

Aggiungi commento

Invia
Altritasti Periodico on line dell'Associazione di Promozione Sociale Altritasti - via Carducci 22 - 14100 Asti - C.F. 92060280051
Registrazione: Tribunale di Asti n. 7/2011 del 28.10.2011 - Direttore Responsabile: Alessandro Mortarino