Il patrimonio storico/culturale e il territorio



di Gianfranco Monaca.


Si sta diffondendo l'interesse al patrimonio storico/culturale e il territorio in persone e ambienti abitualmente poco sensibili all'argomento. Sarebbe una bella notizia, ma ci sono segnali poco incoraggianti in proposito: uno di questi segnali è l'abbinamento frequente fra il patrimonio storioco/culturale e l'idea del “vendere”. Addirittura si sente dire che “la cultura è il nostro petrolio”, e si cerca di misurare la promozione della cultura in termini monetari sotto forma di ettolitri, posti-letto o biglietti d'ingresso ...

Il caso più clamoroso è l'entusiasmo per il nuovo papa, che sta suscitando grandi speranze ma non tutte dello stesso tipo. Sono piuttosto numerosi coloro che sperano che le radici astigiane di papa Bergoglio producano soprattutto un'impennata del consumo di carne bovina piemontese, di grignolino o di bagna cauda, piuttosto che una conversione interiore ai valori spirituali che papa Francesco sta annunciando con insistenza.
Facendo un passo indietro e prendendo le necessarie distanze, a Vittorio Alfieri capita qualcosa di simile. Si sente dire da alcuni “Speriamo che le ingenti spese per il restauro del Palazzo Alfieri portino un beneficio proporzionato alla città”. Cioè “speriamo di poter vendere meglio il nostro territorio”. Che è un'espressione almeno infelice, ma soprattutto gravemente preoccupante, al limite della profanazione, altrettanto quanto l'espressione di un padre che si compiacesse della prospettiva di avere un ritorno economico dall'avvenenza della propria figlia.

A qualcuno la fama di Vittorio Alfieri ha certamente fruttato in termini economici, in misura del tutto legittima (speriamo): scultori, marmisti, fonditori, architetti, impresari, attori, scenografi, letterati, giornalisti e così via. Come la religiosità è tornata utile in termini di royalties a quanti ne hanno visto e valorizzato soprattutto i contenuti di benefit. E lo stesso si può dire per altri eccelsi valori dell'umana civiltà: la politica, la scienza, la tecnica, il diritto, lo sport...
Perfino la libertà, l'uguaglianza, la fraternità sono state oggetto di speculazione e di mercimonio nei secoli.
Per restare su Alfieri - ma il discorso si adatta a tutto il resto – il nostro territorio (cioè noi) se ne potrà davvero avvantaggiare se riusciremo a distillare dalla sua storia e dall'opera del suo ingegno un qualche stimolo a diventare più positivi nel nel nostro rapporto nei confronti di noi stessi e dell'ambiente umano e naturale con cui siamo in relazione.
Tutto il resto verrà in sovrappiù.

Potremo anche confrontarci su questo tema il 12 dicembre al Ridotto del Teatro Alfieri, alle 17.00.
Gianfranco Monaca dialoga con Carlo Rosso, astigiano psichiatra e psicopatologo sessuale dell'Università di Torino, sul tema "Alfieri: sublime Vittorio ?".
Tutti sono invitati.


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