Fiumi sicuri

di Gianfranco Miroglio.

Se ci penso: c’è il Tanaro di Luciano e del “pirata”, un navet e una rete sospesa, c’è il Bòrbore di mio padre e di nonna Faustina, leggende, epopee, poi la (o il ) Versa di nonno Pin e la Dirce, una maga, i primi bagni, le carezze indiscrete ai gamberi e ai pesci. Altri tempi. Il mio è da sempre un proustismo molto, molto local, per capirci, madeleine per me vuol dir finanziera. I tre fiumi sono l’abbraccio che stringe la nostra città. Sono acque che si portano a valle quei nomi e tutto ciò che i nomi si portano addosso...

Funziona per me, e vale - io credo -  per tutti. Richiami e momenti, immagini e suoni. Vita, tanta vita, insomma. Ma di loro, dei fiumi, si dice pochissimo. Li si danna a un silenzio diffuso. Messi da parte come presenze banali. Per liberarli ogni tanto, sul serio e soltanto in occasioni speciali. Le alluvioni, le piene, o tutto il contrario, la siccità, come quest’anno, che ne scopre e ne spacca le secche e ne svela gli scheletri.  Le antiche tracce dei guadi.

Invece sarebbe importante parlarne, dei fiumi, “da vivi”. Episodi recenti (pensate alle Marche e non solo) inviterebbero a farlo. Se non sempre, almeno più spesso. In città un Comitato ci prova da anni, ma resta abbastanza da solo. E’ gente che ai fiumi vuol bene, e che vuol bene alla città, la sua storia. A cui ho chiesto come vanno le cose. Risposte a capitoli.

Il primo capitolo: le grandi opere di messa in sicurezza dopo l’alluvione di 28 anni fa. Ricordiamole: ricostruzione dei ponti stradali (C.so Alba,  viale Don Bianco, Corso Savona), ampliamento ponte ferroviario di Asti, adeguamento delle difese e arginature esistenti, nuovi argini. Poi importanti lavori sulla rete fognaria, e ancora, la  migliorata la capacità di deflusso del Borbore dal ponte ferroviario TO-GE allo sbocco in Tanaro. Interventi conclusi nel 2001, per importo 35 miliardi di lire. L’Era Bianchino e dintorni.

Il secondo capitolo: le incompiute. Sinteticamente: le vasche di espansione realizzate solo in parte, il serio nodo dei due ponti sul Borbore ad Asti e a Revignano, l’obiettiva necessità di un adeguamento o rifacimento del ponte ferroviario di Asti. Più di recente, il completamento delle due grandi idrovore per il depuratore.  Situazioni tutte che segnalano problematicità spesso concatenate e sulle quali, da anni, arrivano conferme dell’opportunità – forse urgenza -  di agire anche in considerazione della complessità delle azioni possibili e della molteplicità di interlocutori. Interessante la sequenza dei tempi. Già nel 1999 una direttiva dell’Autorità di Bacino distrettuale prevedeva da parte dei proprietari dei ponti (RFI) verifiche di compatibilità idraulica per opere in attraversamento dei fiumi. Nel 2007, con alcuni anni di ritardo, le Ferrovie (RFI) inviavano all’Autorità di Bacino l’esito di verifica in merito ai due ponti sul Borbore e, in più, un progetto di rifacimento del ponte FS di Asti, previsto con due soli pilastri in alveo. Poi di nuovo silenzio. Nel 2014, solo dopo quesito al ministero (deputato Fiorio), si avevano conferme e precisazioni: 1) i due ponti sul Borbore sono “inadeguati” a contenere eventi di piena duecentennale, 2) visto il giudizio di inadeguatezza, si deve procedere all’Esercizio transitorio, 3) i due ponti sono classificati  “storici” per cui occorre prevedere miglioramenti della funzionalità idraulica nel rispetto dei vincoli sulle strutture che ne conseguono. Passano altri 5 anni (2019) per arrivare finalmente alla firma dei protocolli di Esercizio transitorio. E’ passo importante per la definizione di impegni a monitorare l’asta del Borbore con tre livelli idrometrici, a prevedere verifica e pulizia in golena e alveo da parte di RSI a monte e valle dei ponti.

Terzo capitolo. Cosa si sta facendo, cosa si dovrà fare. Con tempi “morbidi”, FSI ha incominciato a ottemperare a quanto richiesto dal protocollo di Esercizio transitorio. Si sono collocati 3 punti di verifica idrometrica, messi a disposizione di Comune di Asti e ARPA. Nel merito, alcune scelte sono da ridiscutere, tenuto della difficile “trasparenza”, accessibilità  e leggibilità dei dati, visto il posizionamento particolare degli strumenti (es. per il Borbore il sito a Lavezzole). Si è proceduto e si sta procedendo alla pulizia di argini e alveo, a monte e a valle del ponte della Torino Genova, laddove accumuli di sedimenti hanno consentito un anomalo e pericoloso sviluppo di vegetazione. L’operazione ha, tra l’atro, permesso di individuare scarichi nel torrente di origine e di sostanze da verificare. Ma la sicurezza sul Borbore sarebbe garantita solo dalla realizzazione di una vasca di espansione a monte del ponte. In Tanaro, con AIPO, si sono cancellati due isoloni imbarazzanti il corso del fiume, con la rimozione di una grande massa di sedimenti. Il monitoraggio della condizioni di golena, sponde e alveo deve, in futuro, mantenere tempi e responsabili certi. Manca e va previsto sollecitamente un tratto di argine sul Borbore in zona foce nel Tanaro. Quanto al Tanaro, occorre sollecitare AIPO per la verifica degli appalti in funzione del completamento e sopraelevazione del muro in sponda sinistra (per capirci: zona già Moro- Gener).  Poi serve il controllo costante dei problemi indotti dalla centrale idroelettrica (flusso e deflusso delle acque, interferenza con la foce del Borbore, interferenza con le bocche del depuratore, soprattutto rimozione del grandi massi residui di cemento che – a fine cantiere per l realizzazione dell’impianto - sono rimasti in alveo e non sono mai stati recuperati).  

Essenziale il non accantonamento del progetto di rifacimento del ponte ferroviario, opera già prevista e presentata da FSI nel 2006, con importo allora di 6 milioni di euro e di cui non si è più saputo nulla. Nel novero di grandi opere che rischiano non oblio ma dannosi rallentamenti burocratici con  ovvio lievitare di costi c’è anche la posa delle idrovore previste da ASP in zona depuratore per favorire il deflusso delle acque: lavori fermi da 6 anni per mancato accordo/protocollo con le Ferrovie.

Come si vede, per la sicurezza dei nostri fiumi, l’agenda è molto densa di impegni. La burrasca dei cambiamenti climatici in atto dovrebbe costringerci a tenerla ben aperta. Se un anno di siccità come l’ultimo può suggerire distrazioni, davvero non vorremmo che eventi improvvisi e opposti ci inducessero a maledire ritardi e tentennamenti.


Gianfranco Miroglio, che è consigliere di minoranza ad Asti (Europa verde-Verdi) ha anche presentato una specifica Interpellanza contenente una serie di richieste, la riportiamo qui a seguire.

INTERPELLANZA
All'attenzione del Sindaco e degli Assessori competenti.
 
Dopo aver seguito l’agonia siccitosa dei nostri fiumi, con Borbore e Tanaro ridotti per mesi a rigagnoli;

Avendo avuto modo – in tale strambo contesto climatico-ambientale –  di rilevare dei nostri corsi d’acqua le fragilità e le problematiche irrisolte;
 
Considerato l’avvicinarsi dell’autunno inoltrato, stagione che nella norma dei nostri luoghi è stata e può essere foriera di precipitazioni anche forti;

Valutato l’andazzo impazzito del tempo, capace di episodi opposti ed estremi  (… basti ricordare gli eventi alluvionali che, recentemente, hanno toccato altre regioni italiane), dalla siccità appunto alle piene;

Giudicato preoccupante il silenzio “sociale” che, spesso, sui nostri fiumi è sceso, quasi che la siccità si fosse posta come espediente per rimuovere attenzioni ed emergenze;

preso atto che sui nostri fiumi molto si è detto e poi fatto negli anni post-alluvione del ’94 (ricalibrature d’alveo, adeguamento di difese e arginature esistenti, realizzazione di nuovi argini e di nuove difese spondali, realizzazione parziale di vasche di espansione, grandi interventi su rete fognaria, lavori per aumentare la capacita di deflusso del Borbore dal ponte FS To-Ge fino alla foce in Tanaro (importo totale di 35 miliardi di lire);

preso atto, anni dopo, che la direttiva 2/99 di Autorità di Bacino Po (AdBPo) - contenente i criteri per la valutazione della compatibilità idraulica delle infrastrutture pubbliche o di pubblico interesse in fascia A e B del PAI -  prevedeva che gli Enti proprietari delle opere di attraversamento del reticolo idrografico predisponessero verifica di compatibilità … da inviare entro un anno all’ AdBPo; … che, a fronte di eventuale giudizio di opera “Inadeguata o Incompatibile”, si dovesse procedere a progetti di rimozione o rifacimento, o quanto meno a interventi urgenti sulla base di prescrizioni introdotte dall’adozione in via preliminare di Esercizio Transitorio;

preso atto che RFI nel 2007, quindi con anni di ritardo, ha fatto avere esito di verifica sui ponti sul Borbore di Asti e Revignano, con giudizio di “Non adeguati” a contenere eventi di piena;

preso atto che i due ponti sono stati giudicati “storici”, quindi non facilmente sostituibili;

preso atto che, alla luce di quanto esposto nei punti precedenti, solo nel 2019 si sono firmati i protocolli di Esercizio transitorio;

preso altresì atto che RSI, sempre nel lontano 2007, aveva presentato un progetto di rifacimento del ponte ferroviario di Asti;

Tutto ciò premesso si chiede:

Oltre alla rimozione, voluta da Aipo, di due isoloni sul Tanaro, per una massa di 60.000 mc di litoidi, quali azioni di messa in sicurezza del territorio interessante i nostri fiumi siano state realizzate dopo l’avvio dell’Esercizio transitorio, con particolare attenzione ai due ponti sul Borbore;

Se risponde al vero che RSI abbia finalmente avviato interventi di riordino/pulizia in golena/sponde e alveo del torrente. E quali: rimozione di vegetazione incontrollata in alveo, rimozione di sedimenti in alveo?;

Se si è previsto completamento o  realizzazione del tratto terminale di argine in sponda sinistra del Borbore, in zona foce in Tanaro, a tutela della abitazioni presenti;

Se si sono migliorati i sistemi di monitoraggio idrometrico, come e in quali siti;

Se, quanto e come i monitoraggi e le lettura della situazione idrometrica risultino oggi “trasparenti” non solo per Enti preposti, uffici tecnici, ma anche per i cittadini;

Se è nota al Comune la recente scoperta, in corsa di opere, di scarichi in Borbore di origine e natura non ancora precisata.

Tanaro:

Quali e a quando risalgono i più recenti interventi di ulteriore messa in sicurezza;

se se ne prevedono altri a tempi brevi;

in particolare:

se è prevista la sopraelevazione del tratto di argine in sponda sinistra, in zona ex Gener neuv/Moro, attualmente ribassato rispetto al resto della difesa spondale;

se, anche alla luce dell’accertato imbarazzo in alveo, si sono affrontati e rimossi i problemi connessi alla realizzata centrale idroelettrica, in particolare: interferenze con scarichi e depuratore, interferenze con foce Borbore, persistenza in alveo di manufatti in cemento dopo chiusura del cantiere, residui di vecchie o più recenti griglie, rimozioni delle due cosiddette passerelle a monte e a valle dell’impianto, oggettivi ostacoli al deflusso con effetto imbuto;

se l’Amministrazione non ritiene di farsi parte attiva per sbrogliare la burocrazia che impedisce di definire protocolli tra ASP e RSI in funzione delle posa delle due grandi idrovore a favore del depuratore, utili ad impedire ritorni di acqua in caso di piena in tutta la zona di San Fedele. Ulteriori ritardi, visti i tempi che corrono, oltre a conservare le problematicità individuate, sono destinati a far lievitare a dismisura i costi,
se non sia il caso di tener ben viva la memoria in merito al progetto di nuovo ponte FFSS previsto con soli due piloni in alveo.

Con la speranza che la presente contribuisca a produrre ulteriori attenzioni.

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