di Cesare Cuniberto, Presidente di comuneroero odv.
Ma siamo proprio sicuri che l’Alta Langa abbia bisogno di una nuova strada verso Alba e verso la Liguria, che necessiti di grandi opere o che al contrario non sia meglio evitare impatti ambientali significativi?...

Abbiamo letto con attenzione l’articolo apparso su Gazzetta d'Alba lo scorso 30 giugno e abbiamo deciso di partecipare all’incontro organizzato dall’associazione Ithaca a San Bovo di Castino lo scorso lunedì 6 luglio, dal titolo “Non solo bollicine, l’Alta Langa merita una nuova statale 29”.
Ci erano noti, dai documenti avuti, gli obiettvi del Comitato che sono stati ben riassunti dalla Presidente Paola Veglio nell’incontro, mentre avremmo gradito che si entrasse nel merito della proposta tecnica, ma purtroppo il consulente si è limitato ad un intervento generale di pochi minuti senza entrare nel dettaglio.

Ciò detto stiamo parlando di un progetto molto ambizioso, sulla carta di 400 milioni di euro di costo, per “evitare lo spopolamento e dare al territorio collegamenti più veloci con l'ospedale di Verduno, le autostrade e la Liguria”, ci ha ricordato Paola Veglio, chiedendosi poi se i rappresentanti della politica saranno coesi nel seguire il Comitato in questa iniziativa.

Gli interventi dei presenti, molti dei sindaci locali, ci sono parsi tiepidi ma a favore.

Ho chiesto la parola, mi sono presentato come il Presidente dell’associazione comuneroero odv precisando anche che mi ero consultato con altre associazioni non solo per avere un loro parere, ma anche per raccogliere maggiori informazioni possibili.
Il mio intervento non è stato a favore del progetto anche se ho premesso che potevamo condividere in linea di massima gli obiettivi strategici del Comitato.

Di fatto si vorrebbe realizzare quest’opera faraonica da 400 ml€ (iniziali) per “canalizzare il traffico lento e pesante, lasciando l’attuale tratta, ricca di scorci panoramici, alla fruizione turistica”: ma il traffico pesante su gomma non va incentivato, lo si mantenga sulle strade a scorrimento veloce che si collegano con la A10 (Autostrada dei Fiori) e la A6 (Autostrada Torino-Savona). Non favoriamo il collegamento dell’Alta Langa con i porti di Vado Ligure, per quanto riguarda il trasporto merci tramite container, assegnando così alla logistica un ruolo egemonico, e di Savona per le navi da crociera, favorendo il turismo mordi e fuggi che tutti condannano!

Pensiamo che la gente normale non sappia esattamente come verrebbe realizzata l'opera, la costruzione di nuovi tunnel, viadotti, asfalto e mega-gallerie, più il futuro traffico di camion da e per Vado Ligure, si rivela antitetica all'essenza autentica dell'Alta Langa, presentandoci un futuro anonimo e fuori dai tempi che stiamo vivendo.

Ho poi fatto presente, entrando più nel merito, che la proposta andrebbe esaminata scomponendola in due parti, escludendo la parte del raggiungimento della Liguria già trattato:

1. Attraversare Alba,
2. Raggiungere Alba.

Sul punto 1 siamo d’accordo con il Comitato che propone che la strada prima della Moretta, passi sotto la collina di Santa Rosalia per raggiungere Cantina Roddi: sarebbe certamente l'opzione migliore. Ma questa soluzione, come abbiamo più volte scritto anche come Osservatorio del Paesaggio, demolisce il progetto del Terzo ponte (opera che da sola dovrebbe costare 46 ml€) in quanto inutile, considerato che la Tangenziale Est non si farà mai. Su questo però il Comitato non si è espresso, mentre la politica di cui chiede il sostegno è tutta a favore del Terzo Ponte.

Il punto 2 è quello più dolente, raggiungere Alba: non si potrebbe intervenire sull'attuale strada bypassando i tratti più ostici? Creando lungo il percorso degli slarghi quando possibile per favorire i sorpassi, come ha proposto qualcuno prima di me?
Per quanto riguarda il collegamento con l’ospedale di Verduno, risolti i problemi dell’attraversamento di Alba già si faciliterebbe moltissimo, anche se la distanza comunque c’è. Occorre compensare il territorio dell’Alta Langa creando le Case della Comunità già previste dal PNRR, cioè quelle strutture sociosanitarie di prossimità per potenziare l'assistenza territoriale, tenendo conto della distanza con Verduno e delle peculiarità di quel territorio: come mai non hanno avuto la priorità?

Paola Veglio ha sottolineato il problema del progressivo spopolamento dei piccoli paesi, dell’isolamento sociale e della necessità di incrementare il turismo.
A questo riguardo abbiamo fatto presente che il Rapporto Montagne Italia 2025, pubblicato da Uncem nell'ambito del Progetto Italia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dice una cosa diversa, dà l’Alta Langa in crescita come popolazione residente: in Alta Langa il saldo migratorio verso i Comuni montani tra 2019 e 2023 è stato del +2,5 per cento. Più di trecento persone sono andate a vivere in uno dei Comuni dell'Alta Langa. Il tasso di occupazione ad esempio è ben più alto della montagna italiana. In Alta Langa supera il 43%. Al 3,8 la disoccupazione maschile, dato più basso della montagna cuneese. La disoccupazione femminile si ferma al 6% e anche questo numero è il migliore di tutta la montagna della Provincia di Cuneo.

Anche per quanto riguarda il turismo, i dati sono molto buoni: infatti il 25 Aprile 2025 il sindaco di Cortemilia, Roberto Bodrito ha affermato che il turismo a Cortemilia registra un trend in forte crescita, le presenze hanno superato quota 10.000 visitatori, generando oltre 45.000 pernottamenti e segnando un aumento del tempo di permanenza medio. Evidenzia inoltre come il borgo dell'Alta Langa sia sempre più scelto per soggiorni prolungati, apprezzato per la natura, l'outdoor e le eccellenze enogastronomiche. Inoltre abbiamo ricordato che la Bassa Langa sta iniziando a soffrire per over tourism e potrebbe aver bisogno dell’Alta Langa per risolvere i suoi problemi. Ma si ratta di trasferire turismo di qualità non dei crocieristi mordi e fuggi che arrivano da Savona!

Ho letto anche della mobilitazione delle famiglie dell'Istituto Comprensivo di Cortemilia per salvaguardare l'esistenza di una classe terza, esigendo pari dignità e sicurezza e rispetto: “Se si toglie qualità alla scuola, si spingono le famiglie ad andarsene, desertificando l'Alta Langa e la Valle Bormida” dicono.
Queste sono le ragioni vere del rischio desertificazione: la scuola e la sanità di territorio vanno presidiate con interventi adeguati sia dai Comuni che dalla Regione e con interventi sul Governo quando è necessario.

In chiusura abbiamo accolto favorevolmente la proposta di Ithaca di ricercare il parere dal basso su un progetto tanto impattante, mediante una raccolta firme o un censimento, naturalmente solo dopo aver ben spiegato alle popolazioni dell’Alta Langa di che cosa si tratta nel dettaglio.