L'inquinamento atmosferico uccide più delle guerre e del fumo

Un recente studio condotto dall’Energy Policy Institute dell’Università di Chicago (Air Quality Life Index-AQLI) sottolinea la minaccia per la salute derivante dall'assenza o dalla debolezza delle azioni politiche per ridurre l'inquinamento atmosferico da polveri sottili: mediamente ognuno di noi potrà perdere 2,2 anni della propria vita e i residenti delle aree più inquinate del mondo potrebbero vedersi accorciare l'esistenza di 5 anni o più. Non solo: lavorando in maniera invisibile all'interno del corpo umano, l'inquinamento da particolato ha un impatto più devastante sull'aspettativa di vita rispetto a malattie trasmissibili come la tubercolosi e l'HIV/AIDS, uccide 44 volte più delle guerre e del terrorismo, più del doppio di alcool e droghe, più del fumo e degli incidenti stradali...

Dovremmo fare (la politica italiana dovrebbe fare...) come la Cina, uno degli Stati più inquinati del mondo, che rappresenta però un modello significativo su cui riflettere, poiché mostra come le scelte della politica siano in grado di produrre forti riduzioni dell'inquinamento in breve tempo. Da quando il paese ha iniziato la sua "guerra contro l'inquinamento" nel 2013, la Cina ha ridotto i danni da particolato del 29%, quasi tre quarti delle riduzioni dell'inquinamento atmosferico in tutto il mondo. Di conseguenza, la popolazione cinese ha aggiunto circa 1,5 anni alla propria aspettativa di vita. Ci sono voluti diversi decenni e recessioni per gli Stati Uniti e l'Europa per ottenere le stesse riduzioni dell'inquinamento che la Cina è stata in grado di realizzare in soli 6 anni.

L'inquinamento atmosferico fa male. Molto male. Ma da solo non scomparirà mai e spetta all'uomo operare scelte (anche drastiche) per tutelare il proprio futuro...

Fonte: https://epic.uchicago.edu/news/new-data-shows-strong-air-pollution-policies-lengthen-life-expectancy/

 

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