Tra miopie e sguardi lunghi

di Alessandro Mortarino.

Da molte settimane l'Italia intera è percorsa da un diffuso forte rumore che giorno e notte accompagna lo scandire delle nostre comunità. Ora, finalmente, è stata svelata la fonte sonora di questo molesto fenomeno: si tratta del clangore di decine, centinaia, migliaia di cassetti riaperti dopo anni di immobile presenza. Il rumore è dato dal loro stridere su guide ormai arruginite e dentro a quei cassetti si trovano progetti - già proposti benché improponibili - ricoperti di polvere. Progetti abbandonati, proposte sempre utili per gareggiare oggi al gioco del "finanziamento possibile", più noto come Recovery Fund nazionale...

Purtroppo eravamo stati facili preveggenti nell'immaginare che il Next Generation EU e la vastità di denari destinati alla ripresa e resilienza sarebbero stati, per il nostro Paese, oggetto non di una grande occasione per scardinare un modello/sistema alle corde ma come una ghiotta opportunità per qualunque soggetto, anche di quelli colti di sorpresa. Che, non a caso, hanno iniziato a riaprire i loro cassetti, soffiato sulla polvere dei faldoni ivi custoditi e, una volta restituiti a parvenze dignitose, hanno iniziato ad esibirli come innovativi progetti per un nuovo radioso futuro. Ovviamente green...

Ce n'è per tutti i gusti, compreso il sempre attualissimo Ponte sullo Stretto (buono per ogni evenienza). In Piemonte il Governatore Cirio, con candore assoluto, ha fatto subito i conti e comunicato che tra Recovery e Fondi Europei la quota per la regione potrebbe attestarsi attorno a circa 10 miliardi di euro: «Siamo da decenni una regione ai confini dell'impero e c'è sempre grande fame di infrastrutture».

Infrastrutture?

Ma, scusatemi, le linee suggerite dall'Unione Europea con il Green Deal non definiscono una nuova strategia per la crescita di un'economia continentale moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse, tesa a contrastare i cambiamenti climatici e il degrado ambientale?
Il Green Deal europeo non prevede un piano d'azione volto a promuovere l'uso efficiente delle risorse passando a un'economia pulita e circolare, a ripristinare la biodiversità e ridurre l'inquinamento evidenziando la necessità, tra l'altro, di introdurre forme di trasporto privato e pubblico più pulite, più economiche e più sane?

Che c'entrano le infrastrutture?

Un nuovo modello di società?

I Governanti ci dicono che i progetti che concorreranno alla spartizione della torta sono quelli suggeriti e indicati dai cittadini.
A voi qualcuno ha chiesto di proporre idee? Qualcuno vi ha consultati?

Prendo l'esempio (per comodità) dell'astigiano: la Regione ha chiesto alla Provincia di produrre progetti potenzialmente finanziabili. La Provincia, a sua volta, lo ha chiesto ai Comuni.
Ma i Comuni vi hanno chiesto di proporre idee? Qualcuno vi ha consultati?

Il Comune di Asti, sì, lo ha fatto. Ha convocato un paio di volte il Tavolo dello Sviluppo, che vede coinvolte le categorie economiche, le forze politiche e i sindacati.
E le tante anime del volontariato sociale?

E a noi - cittadini comuni, sofferenti per una crisi sanitaria, sociale, culturale ed economica gravissima e nel pieno di una emergenza climatica che farà rimpiangere quella pandemica - questa situazione sta bene?

Vi rimando a quanto suggerivamo prima che il virus sconvolgesse il nostro mondo: http://www.altritasti.it/index.php/archivio/i-nostri-editoriali/4214-ora-o-mai-piu

E non diteci che noi non vi avevamo avvertiti.

P.S.: i progetti presentati dalla Provincia di Asti dal 24 marzo sono pubblicati sul suo sito web (https://www.provincia.asti.gov.it/it/news/recovery-fund-la-provincia-invia-le-schede-progettu): trovate il nome del soggetto proponente, il titolo del progetto, il valore, la "missione" e i tempi di attuazione. Ma non trovate i progetti, tanto ai cittadini questi "minuscoli" dettagli non interessano (e non devono interessare...).

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