A Canelli nasce il Parco Gian Carlo Scarrone

A cura dell'Associazione Valle Belbo Pulita.

Il progetto del Parco nasce dall’idea del nostro Fondatore Gian Carlo Scarrone che, nella cassa di espansione del Torrente Belbo costruita dopo la tragica alluvione del 1994, ha visto l’opportunità e la possibilità di recuperare un ambiente in cui uomo e fiume potessero tornare ad avvicinarsi, conoscersi e riconoscersi. La cassa di espansione a monte di Canelli è diventata da qualche anno un luogo apprezzato dai Canellesi. Ogni giorno decine di persone passeggia, corre, porta a spasso i cani e insegna ai propri figli ad andare in bicicletta ...

Molti apprezzano l’area anche per la presenza di natura "selvaggia" e per la ricca fauna. L’area è diventata una risorsa apprezzata da molti, ma non (ancora) nota ai più e soprattutto un "tesoro nascosto" al di fuori di Canelli. In questo sito la natura dimostra la sua forza e resilienza: uno spazio creato da bulldozer e escavatrici è stato riconquistato dalla vegetazione naturale prima e quindi da uccelli, mammiferi ed altra fauna.

La presenza di due aree perennemente allagate ha favorito la sosta e la riproduzione di numerose specie di uccelli tra cui il germano reale, la gallinella d’acqua, la folaga, la pavoncella e il tuffetto; il canneto circostante è sito riproduttivo - tra gli altri - di migliarino di palude e cannaiola.

La cassa di espansione offre a chi la frequenta molteplici aspetti interessanti:

dal punto di vista ingegneristico si tratta di una struttura prodotta dall’ingegno umano per salvaguardare Canelli e la media valle Belbo dal pericolo d’inondazioni;

sotto l’aspetto naturalistico, la zona umida che si è formata è un ambiente piuttosto raro nel sud della provincia di Asti ed attrae moltissime specie di uccelli, mammiferi, insetti e piante difficili da osservare altrove;

dal punto di vista paesaggistico la posizione della cassa di espansione, nel centro della valle del Belbo, permette di godere di una splendida vista su lati della valle, asimmetrici a causa della loro particolare geologia.
 
Quest’opera idraulica, nata per offrire alla comunità protezione dalle piene del fiume, è gestita in modo da poter regolare l’afflusso delle acque del Belbo, facendole affluire lentamente in caso di piena. A questa finalità di messa in sicurezza della città di Canelli si è aggiunto un valore educativo: già oggi le scolaresche, accompagnate dagli esperti di Valle Belbo Pulita, visitano la zona alla scoperta della natura e della geologia dell’area.
Tuttavia mancano strumenti divulgativi che forniscano ai frequentatori informazioni circa l’ambiente circostante e le emergenze naturalistiche in esso ospitate.

L’area infine si presta ottimamente alle attività ricreative e sportive: numerosi studi hanno dimostrato che passeggiare, correre, andare in bicicletta in natura hanno effetti benefici sulla salute umana.
La valorizzazione dell’area e la sua migliore fruibilità possono anche essere un’occasione per riconciliare la comunità di Canelli con il suo fiume, considerato da sempre con sospetto a causa delle sue inondazioni fino a perdere ogni rapporto con esso e a viverlo come un ostacolo o peggio una pattumiera in cui liberarsi dalle cose inutili ("buttare in Belbo" è una frase tipicamente Canellese). E’ importante ricordare che la cassa di espansione offre l’unico accesso al fiume nel raggio di molti chilometri, dando la possibilità ai canellesi di "toccare con mano" il Belbo.

Il progetto, nato con il nome un po’ generico di “Progetto Cassa di Espansione”, era stato presentato al Sindaco di Canelli e con esso nel 2016 si era tenuta una riunione nella sede AIPo di Alessandria per ottenere il beneplacito dell’Ente proprietario dell’area.
Nel 2017 il progetto è stato presentato attraverso incontri specifici ad altre organizzazioni ed associazioni del territorio e si è attivata, anche in memoria del Presidente Scarrone, una raccolta fondi.
Il progetto, divenuto ormai Progetto Parco Gian Carlo Scarrone era partito in maniera ufficiale e nel Dicembre 2017 hanno preso il via i lavori di ideazione e progettazione degli interventi previsti, ovvero:

1. Tre pannelli posti il primo all’inizio sull’habitat delle zone umide, il secondo a metà strada sull’opera idraulica ed il progetto, il terzo sul torrente;

2. Apposizione di cassette nido;

3. Pieghevole informativo;

4. Interventi eco - compatibili di gestione della vegetazione;

5. Gestione dell’accesso alla zona umida più vicina all’ingresso principale;

6. Esclusione della caccia dalla zona.

Pannelli
I tre pannelli informativi sono stati disegnati da Amalita Isaja, autrice e illustratrice di diversi testi di botanica, che si definisce “appassionata naturalista che ha attraversato il Piemonte in lungo e in largo consumando scarpe e scarponi”.
Essi informeranno i visitatori sullo scopo della cassa di espansione, sul naturale fenomeno di rinaturalizzazione che sta avvenendo e li aiuteranno nell’identificazione di alcune specie animali facilmente osservabili nell’area.

Nidi artificiali
L’area offre limitate possibilità di nidificazione per specie che richiedono cavità in albero od edifici. Cassette nido per piccoli passeriformi (Codirosso e cincie) e per rapaci diurni (Gheppio) e notturni (Civetta) saranno molto utili per supportare la creazione di un ecosistema completo e rappresentano un importante strumento didattico per le scolaresche e il pubblico in generale.
I nidi artificiali saranno inaugurati con la presentazione del Parco.

Pieghevole
Un pieghevole, disegnato da una giovane e già premiata artista Canellese, Valentina Aceto, verrà distribuito attraverso gli uffici d’Informazione Turistica della zona e in occasione di attività pubbliche di Valle Belbo Pulita e delle altre associazioni che sostengono l’iniziativa. Questo permetterà di promuovere la zona e le sue attrattive.

Interventi eco -compatibili
Il Comune di Canelli, in collaborazione con la Protezione Civile, ha in gestione dall’AIPo (Agenzia Interregionale per il fiume Po) l’area. Gli interventi di gestione includono il controllo regolare della vegetazione erbacea ed arbustiva miranti ad evitare la crescita di vegetazione arborea. Valle Belbo Pulita fornirà supporto tecnico ai gestori per individuare le tecniche e le tempistiche che permettano di ridurre l’impatto sulle specie animali e vegetali d’interesse conservazioni stico nel rispetto delle necessità tecniche della struttura definite da AIPo.

Accesso alla zona umida
Il piccolo stagno posto nelle vicinanze dell’accesso principale alla cassa di espansione e le aree circostanti ospitano numerose specie di uccelli nidificati. Il disturbo causato dalla presenza troppo ravvicinata di persone e cani nell’area può portare all’abbandono dei nidi o alla loro predazione nel momento in cui gli adulti sono costretti ad abbandonare temporaneamente le uova o i piccoli. La creazione di una piccola zona di divieto di accesso tra Aprile e Luglio, segnalata con cartelli che ne spiegano la funzione, permetterà di assicurare il successo riproduttivo ed educare il pubblico al rispetto degli animali che vivono nella cassa di espansione.

Chiusura alla caccia
L’area è potenzialmente aperta alla caccia seppure solo raramente utilizzata dai cacciatori della zona. Valle Belbo Pulita ha già discusso la possibilità chiudere la caccia nei circa quaranta ettari, con rappresentanti delle associazioni venatorie di Canelli, che l’hanno accolta favorevolmente.
La chiusura può avvenire formalmente con un atto del Comune di Canelli (e Santo Stefano Belbo), procedura più snella rispetto alla creazione di una zona di Oasi designata dalle Province di Asti e Cuneo. D’altra parte la Provincia sta rivedendo i confini delle aree chiuse alla caccia e questa potrebbe facilmente rientrare in tale esercizio di revisione.
Di fatto, vista la frequentazione dell’area, ormai la zona è chiusa alla caccia.

Un progetto in divenire
L’area verrà inaugurata il 15 aprile prossimo, tuttavia le idee non sono finite e il progetto offre la possibilità di altri interventi nel futuro.

Valle Belbo Pulita ha già immaginato una serie d’interventi per incrementare la fruibilità e l’attrattiva dell’area.
Solo continuando a lavorare sull’area, offrendo strutture e organizzando attività l’area entrerà a far parte della vita di tutti quelli che vorranno tornare a vivere la natura e il corso d’acqua nella valle Belbo, così com’è successo al Po in Torino, dove negli anni 1970 – ‘80 il fiume era considerato un ostacolo al traffico e non ancora una risorsa per il tempo libero e la salute come lo è oggi. Ciò fu possibile grazie ad una serie d’iniziative, per lo più nate dal basso ma poi sostenute dalla creazione di parchi e percorsi pedonali e ciclabili, per riconquistare il fiume e le attività ricreative lungo le sue sponde e sulle sue acque.

Tra i prossimi passi:

Passeggiata letteraria ed artistica
Una passeggiata con pannelli informativi che ricordino come l'area della cassa d'espansione unisca al valore naturalistico e paesaggistico una forte valenza storica (pensiamo alla Resistenza) e letteraria. Essa è, infatti, compresa tra alcuni dei più famosi luoghi citati da Cesare Pavese ne ‘La luna e i falò’. La zona venne attraversata ad esempio da Milton, il partigiano protagonista di ‘Una questione privata’ di Beppe Fenoglio, nel suo viaggio a piedi da Treiso a Canelli. Con l’Associazione Memoria Viva già sono avviati i progetti per la realizzazione di questo step.

Percorso Benessere
Già oggi molti degli utilizzatori dell’area lo fanno per migliorare il loro benessere attraverso la corsa e la passeggiata veloce. La creazione di un percorso benessere fornito di semplici attrezzature per facilitare la realizzazione di esercizi ed attività fisiche e cartelli che guidino gli utenti alla loro utilizzazione appropriata offrirebbe una ragione in più per frequentare l’area.

Chi ha permesso la realizzazione del Parco
I fondi necessari alla realizzazione delle strutture e al loro mantenimento e a sostenere le attività future sono stati ottenuti grazie al generoso supporto di provati, di associazioni della società civile, di ditte e di enti che agiscono direttamente sul territorio.
In particolare ci teniamo a ringraziare (in ordine alfabetico):

Ambito Territoriale di Caccia “Sud Tanaro” Club Unesco di Canelli
Associazione Memoria Viva Fondazione CR Asti
Associazione Nuovo Cinema Canelli L'Armangia
Associazione UNITRE Colombardo
Associazione Valle Belbo Pulita Leo Club

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