Isola d'Asti vieta il transito ai bus di linea e chiede i treni

di Alessandro Mortarino.

Da diversi mesi il Sindaco di Isola d'Asti aveva annunciato di avere pronta nel suo cassetto un'ordinanza che pareva parecchio provocatoria: divieto assoluto di transito per i mezzi pubblici su gomma entro le vie del paese. Un'azione eclatante per richiamare la Regione Piemonte a considerare con urgenza la necessità di restituire la linea ferroviaria al paese e a tutti i comuni di collegamento tra Asti e Castagnole Lanze e tra Asti e Nizza Monferrato. Un'azione motivata dai danni causati dal passaggio di decine di bus - ogni giorno - sulla rete viaria comunale, facilmente evitabili se, appunto, al loro posto fossero tornati i treni cadenzati di quella linea inopinatamente sospesa. A fronte dei ritardi (ma potremmo dire: del silenzio, colpevole, della Regione) nel passare dai proclami alla concretezza, il Sindaco Fabrizio Pace nei giorni scorsi ha aperto il cassetto e emanato l'ordinanza...

Il risultato è che ad Isola i bus hanno smesso di percorrere le strade comunali e l'ANAS ha stabilito una nuova unica fermata: non più nel centro storico del paese ma in via dei Roveri, prima dell'accesso carraio dell'azienda MCM. Zona industriale, lungo la trafficata strada Alba-Asti.
Pace lo ha pubblicamente comunicato durante un incontro-manifestazione tenutosi simbolicamente proprio nella stazione ferroviaria di Isola, davanti a quei binari tristemente non utilizzati e in prossimità di quei lavori che pochi mesi fa RFI ha realizzato per rimettere in sesto il sedime ferroviario per il transito dei soli convogli "storici" e per prevedere un'area di scambio utile per il possibile futuro ripristino del traffico commerciale-pendolare.

Sappiamo che l'assessorato regionale, dopo avere siglato un protocollo d'intesa con tutti i Comuni e dopo avere annunciato la riapertura della linea per il prossimo mese di giugno 2019, a fine gennaio ha comunicato l'esistenza di problemi tecnici e il posticipo del progetto.
Che fare, dunque, per rendere palese l'insoddisfazione del territorio e richiedere perentoriamente il passaggio esecutivo?

Pace ha detto che gli amministratori locali non hanno grandi possibilità per "pretendere" l'attenzione dovuta e che questa ordinanza comunale è probabilmente l'unico atto utile e possibile per sollecitare la Regione. Ma non deve essere vissuta come una "provocazione", quanto come un grido disperato da cogliere.

La scelta dell'amministrazione isolana, da questo punto di vista, non può che essere considerata come un'azione coraggiosa e meritevole. Che, però, non ha mancato di provocare reazioni tra gli stessi suoi concittadini. La nuova fermata, distante dal centro del paese, comporta infatti disagi e alcuni rischi, dato il luogo prescelto per la fermata lungo una strada ad intenso traffico e la giovane età degli studenti che ogni mattina utilizzano il trasporto pubblico per raggiungere il proprio istituto scolastico.
L'ordinanza ha anche toccato i più piccoli, gli alunni delle primarie: il piccolo scuolabus di collegamento con Costigliole ha visto anch'esso il trasferimento della fermata in zona industriale (ma il Sindaco ha promesso una seconda ordinanza per ovviare a questo problema).

Il limite dell'iniziativa è dunque palese: questa ordinanza avrebbe meritato la condivisione piena della sua scelta con tutti i cittadini di Isola e avrebbe certamente avuto maggior peso se fosse stata partecipata dagli altri comuni della tratta ferroviaria.
Pace ha più volte ribadito che se vogliamo vivere in una comunità, dobbiamo essere capaci di mettere da parte gli individualismi e fare scelte di comunità...

Il dado è comunque tratto e ora si attende un intervento della Regione che, dallo scorso 31 gennaio, non si è più degnata di segnalare aggiornamenti e tanto meno di comunicare le risposte tecniche di RFI e Trenitalia in merito alle criticità al momento esibite: mancanza di materiale rotabile, scarsezza di personale, adeguamenti sugli impianti per garantire la sicurezza della linea.

Come sempre, restiamo in attesa. E le elezioni sono sempre più vicine, con tanto di promesse e slogan (puntualmente sbandierati anche nell'incontro di Isola) che i cittadini non sembrano avere più voglia di ascoltare...

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