Nei primi tre mesi dell'anno superati 30 volte i limiti per il PM10 ad Asti

ARPA Piemonte riassume la situazione sullo stato di (poca) salute dell'aria nei capoluoghi della nostra regione. Se a Torino in due stazioni di rilevamento il valore limite giornaliero per la protezione della salute umana del PM10 (pari a 50 microgrammi/m3) risulta superato addirittura per 47 giorni (il numero massimo di sforamenti consentito per anno civile è pari a 35 giorni), la centralina - non automatica - di Asti Baussano ha registrato 30 superamenti: un mese su tre all'insegna, dunque, del rischio salute...

La situazione resta preoccupante e i segnali "politici" parecchio deboli. Dal Comune di Asti continuiamo ad attendere azioni concrete per correggere la rotta e imprimere una strada che contribuisca a ridurre il traffico veicolare in città, costruire un piano della mobilità attraente, agire compiutamente per combattere l'inquinamento atmosferico. Segnali che tardano ad arrivare, mentre si discute (all'opposto...) il progetto di un grande parcheggio sotterraneo in piazza Alfieri e un tunnel in corso Dante per fare arrivare tante, tante e ancora tante auto private nel cuore della "mal'aria" cittadina.

A livello regionale, invece, è stato approvato il nuovo Piano Aria. Ma “il Piano ha il merito di concentrare la maggior parte delle misure sul settore dei trasporti ed in particolare della mobilità urbana, prima responsabile della grave situazione di inquinamento che interessa la nostra regione, e di essere quindi una matrice indispensabile per l’efficacia delle politiche anche su scala locale - afferma il presidente regionale di Legambiente Fabio Dovana -. Ciò nonostante vogliamo sottolineare che il Piano indica misure ancora insufficienti a garantire un’effettiva tutela della salute pubblica e anche il tardivo rispetto della normativa europea, per la quale il Piemonte da anni è sotto procedura d’infrazione. Per questo ci rivolgiamo in particolare ai Sindaci dei Comuni di più grandi dimensioni affinché siano più ambiziosi e interpretino gli interventi a favore di una mobilità nuova, sia pubblica che privata, attiva (piedi e bici) e con mezzi a zero emissioni (dalla micromobilità all'autobus) come occasione per ridisegnare lo spazio pubblico, strada per strada, piazza dopo piazza, restituendo lo spazio oggi occupato da parcheggi e carreggiate a funzioni nuove, destinate alla mobilità sostenibile ma anche al drenaggio delle acque, al verde, al turismo, al commercio e alla socialità”.

Secondo i dati di ARPA Piemonte, negli altri capoluoghi di provincia il valore massimo dei giorni di superamento ha raggiunto i 33 giorni ad Alessandria – Volta (strumento automatico), 13 superamenti nella stazione di Vercelli - Gastaldi, 16 superamenti nella stazione di Novara - Verdi (strumento automatico).
Valori più contenuti sono stati misurati nei capoluoghi di Cuneo, nella stazione di Cuneo – Alpini con 7 superamenti, a Biella nella stazione di Biella – Lamarmora con 16 superamenti e a Verbania con 3 superamenti nella stazione di Verbania – Gabardi.

Le condizioni meteorologiche sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti hanno caratterizzato i primi due mesi dell’anno, in Piemonte così come nelle altre regioni della pianura padana, mentre nel mese di marzo la meteorologia ha reso le condizioni fisiche dell’atmosfera tali da favorire maggiormente la dispersione degli inquinanti.

Complessivamente, nelle stazioni della rete regionale di rilevamento, a gennaio si sono concentrati circa il 50% dei superamenti fino ad oggi misurati nel 2018, mentre nei mesi di febbraio e marzo rispettivamente il 30% e il 20%.

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