
di Alessandro Mortarino.
Nel nostro articolo "Il silenzio delle Istituzioni" pubblicato il 14 dicembre scorso, sintetizzavamo quanto stava avvenendo all'interno dell'area di Valle Tanaro nel comune di Castagnole delle Lanze, dove un rilevante progetto privato prevede un nuovo maxi-impianto industriale, già autorizzato dal Comune ma posto in sospensiva dal TAR Piemonte. Le Istituzioni avranno nel frattempo risposto all'allarme lanciato dalle associazioni?...
Verifichiamolo, ripercorrendo la situazione per date:
19 novembre: il quotidiano "La Stampa" informa dell'avvio dei lavori per la costruzione del nuovo stabilimento della Cerere SpA.
20 novembre: l'associazione Castagnole Attiva provvede a inviare una PEC al Comune di Castagnole delle Lanze, invitandolo a verificare con urgenza la situazione.
4 dicembre: alcuni rappresentanti dell'associazione Castagnole Attiva si recano alla locale stazione dei Carabinieri e depositano un Esposto alla Procura della Repubblica.
10 dicembre: le cinque organizzazioni ambientaliste che sin dall'inizio affiancano e supportano le attività dell'associazione Castagnole Attiva (Forum Salviamo il Paesaggio, Gruppo d'Intervento Giuridico Sezione di Asti, Italia Nostra Piemonte e Valle d’Aosta, Legambiente Circolo Gaia Asti e Pro Natura Piemonte) trasmettono - via PEC e via mail - alla Prefettura di Asti e all'Associazione Paesaggi Vitivinicoli Unesco l'invito a valutare se i lavori in corso siano o meno compatibili con l’ordinanza del TAR e con gli obiettivi di tutela del sito Patrimonio dell'Umanità, e di considerare un intervento formale presso le autorità competenti.
LE RISPOSTE AD OGGI:
Prefettura di Asti: silenzio.
Associazione Paesaggi Vitivinicoli Unesco: silenzio.
Procura della Repubblica: silenzio.
Comune di Castagnole delle Lanze: risponde in data 27 gennaio (oltre due mesi dopo la segnalazione dell'associazione Castagnole Attiva...).
E come risponde? Attraverso un verbale di sopralluogo effettuato dai suoi funzionari responsabili lo stesso 27 gennaio, che rileva che "le opere oggetto di segnalazione non sono relative all'esecuzione dell'ampliamento oggetto di ricorso al TAR".
Al verbale vengono allegate fotografie e nessuna specificazione sulla natura dei lavori in corso o effettuati ritenuti, evidentemente, legittimi nonostante le gravi dichiarazioni - riportate dai media - del legale rappresentante di Cerere SpA (non menzionate minimamente nel verbale e non riprese da opportuni comunicati stampa del Comune: «Noi andiamo avanti»...).
Nel verbale viene messo in luce l'operato "vigile" del Comune che, dopo avere ricevuto la PEC dell'associazione Castagnole Attiva il 20 novembre, segnala di avere avviato il procedimento amministrativo che prevedeva "specifica richiesta all'azienda di fornire notizie" in data 2 dicembre, ricevendo il 16 dicembre risposta dall'azienda ("non vi è alcuna lavorazione in corso riconducibile al Permesso di costruire", prima concesso dal Comune e ora in sospensiva in base all'ordinanza del TAR).
Un mese dopo - il 15 gennaio - i tecnici comunali comunicano all'azienda preavviso di sopralluogo per il giorno 20 gennaio e lo stesso giorno formalizzano il differimento della data, "come richiesto dalla ditta" e, appunto, spostandola al 27 gennaio.
Quindi le Istituzioni o non rispondono alle istanze - lecite - dei cittadini oppure rispondono laconicamente e con "tempi di reazione" da animali nel mezzo del letargo (invernale).
La ricerca di dialogo fra cittadini e Istituzioni resta, dunque, parecchio "faticosa": semplice difetto di comunicazione o modus operandi decisamente da ripensare?...
Davvero non molto incoraggiante. In un'era storica in cui il dialogo dovrebbe essere lo strumento principe per costruire nuove forme di pacifica convivenza.
Per noi il contrario di "dialogo" continua a restare un chiaro messaggio di "rinuncia al dovere di comunicare"...

