Un saluto a Luigi Ghia

Il 15 di aprile ci ha lasciati Luigi Ghia, 86 anni appena compiuti, sociologo e intellettuale dalle ampie vedute in una prospettiva ben più ampia di fede. Per noi, prima di tutto un amico, anche e proprio per questo suo vivere la fede cristiana così come dovrebbe essere vissuta sempre: una visione rispettosa di ascolto e di dialogo fertile con chiunque si ha di fronte, sia singola persona o comunità...

Direttore insieme alla moglie Anna della rivista Famiglia Domani, alle famiglie guardava senza pregiudizi e sempre era chiaro che lo scopo fosse creare un mondo in cui tutti e tutte potessero vivere nel migliore dei modi, sentendosi il più possibile a proprio agio e potendo esprimere liberamente se stessi in una società dove i conflitti si potessero vedere come occasioni di crescita e di evoluzione e non come armi di distruzione, strumenti della speranza, non della violenza: non una visione ingenua, ma profetica, di una profezia che voleva però realizzarsi nella concretezza del quotidiano.

Più giovane di tante persone anagraficamente venute ben dopo di lui, giovane per costituzione di personalità, sempre disposto a sorridere e a ironizzare anche sugli argomenti più drammatici senza sminuirli, ha coltivato senza sosta visioni di fiducia nell’umano e nelle sue varie declinazioni, conosciute anche nei tanti paesi percorsi durante la vita e nei tanti incontri con culture differenti.

Il suo essere giovane e aperto si è concretizzato negli anni anche nell’interesse per le voci e gli argomenti pubblicati su Altritasti e nel volerli diffondere alla sua vasta rete di relazioni: un lettore attento e vivace, sempre pronto, per quanto possibile, a cambiare in meglio il mondo attraverso una partecipazione individuale e corale, un lettore che ci mancherà per la presenza e per la sua cultura, vasta e profonda, ma mai esibita, mai ostentata.
Cultura che emergeva anche dalle citazioni dei innumerevoli autori a cui faceva riferimento, mai fini a sé stesse, finestre aperte su ulteriori orizzonti.

Oggi vogliamo scrivere queste brevi parole anche perché, proprio a causa del suo approccio molto piemontese alla realtà e alla vita sociale, forse non tutti ad Asti lo conoscevano e non tutti si sono resi conto di quale patrimonio il suo essere nato e vissuto in questa città abbia costituito e costituisca.

Infine, una breve citazione, per salutare Luigi, voglio farla anch’io lasciando parlare un filosofo e teologo da lui molto amato, Raimon Panikkar:
“L’uomo è uomo con il cielo sopra di sé, la terra al di sotto e i suoi simili attorno (…) Non c’è uomo senza Dio e senza il mondo”.

Daniela Grassi per le ACLI di Asti e per Altritasti

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