di Bernardo Severgnini.
La crisi economica che seguirà a questa pandemia renderà sempre più urgente ripensare al tema del lavoro. Molte aziende falliranno o saranno costrette a chiudere, e questo farà aumentare ancora di più la disoccupazione, fenomeno già in corso e già destinato ad aggravarsi, indipendentemente dalla pandemia, a causa della progressiva automazione della produzione. Nel sistema liberista della concorrenza sfrenata e della competitività a qualsiasi costo, la necessità di abbattere il più possibile i costi di produzione porterà il sistema ad abbassare ancor di più il costo del lavoro e i diritti dei (pochi) lavoratori. Ci troveremo dunque in un mondo fatto di masse sterminate di disoccupati, e altrettanto vaste platee di lavoratori sfruttati e spremuti all’inverosimile...

di Luca Quagliotti, Segretario Generale CGIL Asti.

Nelle scorse settimane si è a lungo discusso in merito alla richiesta di reintrodurre i voucher nel settore dell'agricoltura. Come è noto, la CGIL è contraria all'utilizzo di tale strumento come forma di pagamento di prestazioni ordinarie in quanto potrebbe condurre, così come avvenuto in passato, a nuovi episodi di lavoro nero mascherato da lavoro con voucher.
La CGIL è stata ingiustamente accusata di sostenere che gli agricoltori sarebbero i primi a sfruttare il lavoro nero, nascondendosi dietro i voucher, e anche di nutrire astio nei confronti degli stessi agricoltori. Nulla di tutto ciò è vero...

Sono trascorsi 9 giorni da quando è stata avviata la procedura di “emersione dei rapporti di lavoro al nero” ai sensi dell’art. 103 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, per “garantire livelli adeguati di tutela della salute individuale e collettiva in conseguenza della contingente ed eccezionale emergenza sanitaria connessa alla calamità derivante dalla diffusione del contagio da COVID-19 e favorire l’emersione dei rapporti di lavoro irregolari”...

di Paolo X Viarengo.

In questi giorni mi è giunta notizia che nel Saluzzese ci saranno seri problemi per la raccolta della frutta. Anche la vendemmia, dalle nostre parti avrà serie problematiche per il reperimento di mano d’opera. Ho chiesto in giro il perché ed ho provato a capire. Errore che spesso faccio e che mi costerà, prima o poi, il fegato. La risposta più comune è stata che, a causa del covid19, gli extracomunitari non calano più ad invadere il nostro paese e a rubare il lavoro agli italiani ma stanno chiusi a casa loro, causa restrizioni imposte o prudenza personale. E, vista l’attuale situazione italiana e piemontese in particolare, non si può dar loro torto...  

Il 4 maggio prossimo sarà la data convenuta dal Governo come fine del “lockdown” e inizio della “fase 2” con relativa riapertura delle attività, ma la realtà dei fatti dice che moltissime aziende sono già aperte con la comunicazione di richiesta di deroga fatta al Prefetto e, in mancanza di risposte dal suddetto, continuando la produzione con la regola del silenzio-assenso...

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