di Laurana Lajolo.

La Stampa ha pubblicato una bella inchiesta di Riccardo Coletti sulla condizione di vita e di lavoro di stagionali bulgari e macedoni, denunciata anche dalla CGIL. Il giornalista non si è limitato a sentire voci, ma ha condiviso la vita con loro, ha visto dove e come dormono, ha registrato la loro esperienza. Qualcuno del moscato si è irritato perché gli articoli fanno fare brutta figura al comparto, ma Coletti è molto attento a spiegare l’entità del fenomeno. Se il giornalista fa il suo mestiere, le storie che scrive offrono conoscenza e possibilità di riflessione ...



di Flavio Gotta, presidente diocesano dell’Azione Cattolica.

Caporalato vuol dire controllo del mercato del lavoro, potere che sfrutta la miseria altrui, facile guadagno sul lavoro degli altri, abbattimento dei costi, invisibilità rispetto alle istituzioni e sgretolamento della legalità. I suoi frutti: benessere ristretto a pochi, soprusi e minacce, regime della paura, razzismo etnico e culturale (i bulgari contro i macedoni, il pubblico contro il privato), aumento della miseria ed espulsione dal sistema di chi non lo accetta. Se devo essere sincero non vedo molta differenza rispetto agli eccessi del libero mercato, alla voglia di non avere tasse per essere più liberi e potenti, all’abuso di potere di chi deve controllare e a suo piacimento punisce, al mantra della competitività che si riassume in «vita mia morte tua» ...



di Claudio Canal.

La famosa società liquida ci mette pochissimo a diventare solida se qualcuno decide di approdarvi. I confini sono una linea a presa rapida. Chi viene in Europa scopre che andarsene da casa sua è una necessità, ma non un diritto. Sente con triste meraviglia com’è la sua vita di fronte ad una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia. Non sa di essere la versione in prosa vivente di una nota poesia italiana del Novecento. L’Italia pullula di italie. Ce n’è per tutti i gusti. Crema, pistacchio, tuttifrutti.  Una vicenda ha sempre il suo contrario a poca distanza. Dritto, rovescio. La paura di chi ha lasciato la sua terra si scontra con quella di chi sta sulla terra di qui. Sangue e terra, Blut und Boden, di nuovo ...  



di Franco Berardi Bifo.

Alla fine degli anni ’70, dopo dieci anni di scioperi selvaggi, la direzione della Fiat convocò gli ingegnerì perché introducessero modifiche tecniche utili a ridurre il lavoro necessario, e licenziare gli estremisti che avevano bloccato le catene di montaggio. Sarà per questo sarà per quello fatto sta che la produttività aumentò di cinque volte nel periodo che sta fra il 1970 e il 2000. Detto altrimenti, nel 2000 un operaio poteva produrre quel nel 1970 ne occorreva cinque. Morale della favola: le lotte operaie servono fra l’altro a far venire gli ingegneri per aumentare la produttività e a ridurre il lavoro necessario ...



di Giancarlo Gariglio.


La raccolta dei pomodori in Puglia o Sicilia, delle arance in Calabria o delle mele in Trentino ha acceso i riflettori su moderne forme illegali di reclutamento e organizzazione della manodopera. Purtroppo a pochi chilometri da casa nostra, nel basso Piemonte, ci sono forme di sfruttamento che pensavo non potessero investire un settore agricolo di eccellenza come la viticoltura ...
Altritasti Periodico on line dell'Associazione di Promozione Sociale Altritasti - via Carducci 22 - 14100 Asti - C.F. 92060280051
Registrazione: Tribunale di Asti n. 7/2011 del 28.10.2011 - Direttore Responsabile: Alessandro Mortarino