di Giuseppe Cordaro.

Può succedere che in una sera d'inverno in un salone di un quartiere di periferia di Asti, si ritrovi il mondo intero o forse l'universo. Che le voci di mondi lontani si incrocino, ma soprattutto si comprendano, e gridino lo stesso bisogno. Un bisogno antico, di quella che, qualcuno durante la serata ha chiamato,  la parte buona di questa comunità. Il bisogno dell'integrazione di una parte,  che incontra il bisogno di dare di un'altra parte. Si, c'è anche questo aspetto, magari poco esplorato, ma il bisogno di dare lo ritengo meritevole di altrettanta riflessione, al pari dei bisogni di accoglienza e di integrazione ...



di Padre Alex Zanotelli.

Siamo alla vigilia di un’altra guerra contro la Libia, “a guida italiana” questa volta. Sembra ormai assodato che le forze speciali SAS sono già in Libia, per preparare l’arrivo di mille soldati britannici. L’operazione complessiva, capitanata dall’Italia, dovrebbe coinvolgere seimila soldati statunitensi ed europei per bloccare i cinquemila soldati dell’Isis. Il tutto verrà sdoganato come “un’operazione di peacekeeping e umanitaria”. L’Italia, dal canto suo, ha già trasferito a Trapani quattro cacciabombardieri AMX pronti a intervenire ...



di Enrico Peyretti.

Dalla morte di Nanni Salio, molti di noi sono stati spinti a riflettere sul nostro morire. Noi viviamo una piccola vita, e una vita grande. La piccola vita è questa individuale, molto limitata, fragile, Nanni diceva “impermanente”. Una vita tanto più piccola e misera se è un vivere egoista, tutto per noi, dalle prospettive piccine, ristrette. La vita è troppo piccola in una società in cui ognuno vive per sé, tutti in competizione e rivalità, per avere più che essere, per prendere più che dare: una società di rivali e non di soci, di alleanze armate e non di amicizie, di guerre private che producono guerre di stati e di bande ...



di Giampiero Monaca.

È avvenuto ... Il 27 gennaio la giornata inizia come niente fosse, ad un certo punto la nostra bidella ci porta in classe una circolare ministeriale che emana un decreto urgente che riportava (fittiziamente) in vigore le disposizioni che nel 1938 il governo italiano impose alla scuola: espulsi insegnanti e studenti di origine ebraica o gitana.
Ho scelto di modificare il testo originale attualizzandolo nei termini più obsoleti e scegliendo nuove categorie: perché il razzismo non ha buonsenso né ragion d'essere; mai. Allora, furono deportati ebrei e zingari, in altri tempi è toccato ai neri o i curdi, ai nativi americani o ai palestinesi …

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