Il nostro è un Paese tra i più ricchi d'acqua del mondo:
• 155 mld di mc disponibilità annua teorica d'acqua per usi civili e produttivi;
• 2700 mc quota pro-capite per abitante/anno;
• Il 97% dell'acqua dolce in Italia è nelle falde acquifere;
• Irregolarità dei de flussi e inefficienze riducono questa disponibilità a 110 mld di mc e a 2000 mc. pro-capite;
• L'acqua effettivamente utilizzabile per tutti gli usi scende a 42 miliardi di mc. ossia a 764 mc. a persona equivalenti a 764 mila litri a persona l'anno a poco più di 2000 litri a persona al giorno;
• Un italiano su due beve solo acqua minerale, l'Italia è prima in assoluto nel consumo pro-capite d'acqua minerale;

L'acqua è una delle risorse più preziose presenti sul nostro Pianeta ma, oramai, anche una delle più rare. Questo perché l'uomo non ha compreso a fondo che la quantità di acqua non è infinita, ma solo rinnovabile e quindi, per definizione, sempre disponibile purché la velocità di prelievo non superi la velocità di riproduzione e crescita della risorsa stessa.
L'acqua si rinnova continuamente attraverso il suo ciclo naturale, ma la sua quantità è sempre la stessa da miliardi di anni; l'incuria e la superficialità umana però hanno distorto e inquinato il ciclo idrico. Spesso basta veramente poco: un po' di attenzione e accortezza nelle azioni quotidiane possono fare veramente risparmiare tanto.

Nell'Astigiano anche l'acqua dolce è «salata»: a decretarlo è una ricerca resa nota sul proprio sito web da «Cittadinanzattiva» (www.cittadinanzattiva.it), l'associazione nazionale che si occupa di monitorare servizi e tariffe pubblici.
Nel dossier si evidenzia che gli astigiani, con particolare riferimento agli utenti del capoluogo, pagano la potabile il 141 per cento in più rispetto a Cuneo; il 116 per cento in più che Novara; il 75 per cento in più di Torino; il 42 per cento in più di Alessandria.
Chi si avvicina di più ai salassati astigiani è Biella con bollette idriche però più leggere del 13 per cento. Rispetto alla media regionale, Asti paga la potabile il 41 per cento in più.

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