di Paolo X. Viarengo.

Green New Deal. Economia verde. Green Washing. Giustizia ambientale. Dignità sociale. Friday for future. Eni più Chiara. Economia circolare. Smart Grid. Emissioni. Co2. E, mettiamoci pure e=mc2, che non c’entra ma ci hanno fatto anche le magliette, così il casino è completo. Il casino del cambiamento climatico in atto e di tutto quanto gli sta intorno. Positivo o negativo. Cerchiamo di capirci qualcosa. Cerchiamo di capire di cosa stiamo parlando. Cerchiamo di farlo come quel bambino che gridava “il Re è nudo”...

di Alessandro Mortarino.

La scorsa settimana ho cercato di raccontarvi "in pillole" come sarà il nostro mondo fra 10/20 anni, secondo la visione del Guru Jeremy Rifkin condensata nel suo ultimo saggio "Un Green New Deal Globale". Un mondo finalmente decarbonizzato e lontano dalle fonti fossili, sostituite con l'energia rinnovabile, cioè pulita e in grado di non più intaccare né pregiudicare le risorse naturali a disposizione dell'uomo.
Una svolta epocale. E proprio perché epocale, credo (e noto con piacere che molti illustri studiosi sono della mia idea) che accontentarci della pura sostituzione del "carburante" delle nostre società sia molto riduttivo. Abbiamo dinanzi a noi un'occasione - unica e forse irripetibile - per provare a coniugare tutela ambientale e contrasto al cambiamento climatico con la trasformazione dei veri perni nefasti del nostro debole contesto sociale ed economico. Cioè "osare" e "pretendere" da noi stessi un cambiamento di rotta assoluto, nei gangli delle nostre umane contraddizioni. Epocale.
L'occasione è ora. Ora o mai più...

di Alessandro Mortarino.

Jeremy Rifkin è un economista, sociologo, attivista e saggista statunitense ed è anche uno dei più ascoltati consulenti dei governanti di ogni angolo del nostro pianeta. Normalmente quando dà alle stampe un nuovo saggio per delineare il percorso della nostra società e i contorni dello sviluppo dei prossimi decenni, ci azzecca. E ci riesce proprio perchè le mosse di governi e grandi corporation non sono per lui un semplice fenomeno di studio, quanto scelte che lo stesso Rifkin-consulente globale ha contribuito a stimolare e sollecitare, da protagonista. Nel suo ultimo saggio "Un Green New Deal Globale. Il crollo della civiltà dei combustibili fossili entro il 2028 e l'audace piano economico per salvare la Terra" (Mondadori, 2019) la sua sicura visione del futuro è chiara e certa: siamo (già) entrati nell'era della Terza Rivoluzione industriale. Dobbiamo solo accelerare un po' i tempi. Il passaggio sarà qualcosa di grandioso, paragonabile a quello dall'agricoltura alla società industriale: quattro dei principali settori responsabili del riscaldamento globale - tecnologie dell'informazione e della comunicazione, energia ed elettricità, mobilità e logistica e edilizia - stanno iniziando a sganciarsi dall'industria dei combustibili fossili a favore di nuove energie verdi, più economiche.
Possiamo gioirne o è il caso di preoccuparci, tanto e subito?...

Eccoci qui. Pronti per il nostro tredicesimo anno di lavoro e sempre più convinti che l'informazione sia il migliore strumento per costruire il nostro futuro: individuale e collettivo/di comunità. Dopo dodici anni, dopo più di 4mila articoli pubblicati, migliaia di eventi e appuntamenti segnalati, innumerevoli progetti e proposte per il cambiamento sociale e ambientale, ci prepariamo per un nuovo anno con l'intenzione di fare ancora di più. E per questo, per la prima volta, chiediamo a tutte e tutti di darci un sostegno non solo morale (che ci avete già tributato e vi ringraziamo) ma anche finanziario: un minimissimo contributo per consentirci di avere qualche goccia di carburante per spingere al massimo il nostro motore...

Una poesia di Erri De Luca dedicata a Nicoletta Dosio, attivista No Tav in carcere dal 30 dicembre per scontare una condanna definitiva per aver preso parte a una manifestazione che bloccò l'autostrada Torino-Bardonecchia.

Forse stasera, Nicoletta, pensi: se morissi in prigione
se l’ufficio matricola fosse stato il vestibolo.
Il nome sarebbe inciso sulle pietre,
per avere seguito la libertà ostinata, solitaria
di non cedere, chiedere.
Forse stasera, Nicoletta, pensi,
perché sono pensieri prigionieri,
vengono e vanno a chi si meraviglia
di quanto chiasso facciano le chiavi,
nell’officina della penitenza.

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