Perché non pensare a una transizione al biologico anche in una grande azienda di successo? L'editoriale del direttore di Terra Nuova, Nicholas Bawtree.

Gentile Giovanni Ferrero,
innanzitutto una confessione: anch’io sono tra i tanti che hanno provato il brivido di affondare il cucchiaino nel suo celebre barattolo. Un atto tanto libidinoso quanto «proibito». E fermiamo per un attimo la retorica salutista – chi è senza peccato scagli la prima nocciola – anche perché il tema che le pongo è un altro, per quanto alla salute inevitabilmente ci si arrivi (ci si arriva sempre).
A fronte della imponente espansione delle monoculture intensive di noccioleti per l’industria dolciaria sul territorio italiano negli ultimi anni, siamo andati sul campo a raccogliere informazioni e testimonianze dirette dagli agricoltori e dai ricercatori. Il quadro che ne è emerso è davvero preoccupante ed evidenzia i grossi rischi a livello ambientale, sociale e sanitario determinati dalle coltivazioni ad alto input chimico. Ma risulta altrettanto evidente la straordinaria opportunità offerta dalla transizione a un’agricoltura sostenibile, un’opportunità anche imprenditoriale, come testimonia il successo delle aziende che producono nocciole bio...

di Domenico Sanino, Pro Natura Cuneo.
L’emergenza climatica e la pandemia da Coronavirus, legata anche all’inquinamento atmosferico, ci impongono scelte non più dilazionabili. Ma nei vari decreti ministeriali e nelle proposte delle Regioni si continua a seguire i vecchi schemi che ci hanno portato alla situazione attuale. Eppure ci vorrebbe poco. Ad esempio, perché non tornare all’uso di muli ed asini per i trasporti, in particolare in montagna? E’ quanto è successo la scorsa estate in valle Gesso (Cuneo). Il gestore del rifugio Morelli-Buzzi, ubicato a 2351 metri di altitudine ai piedi del massiccio dell’Argentera, ha deciso di non utilizzare l’elicottero per gli approvvigionamenti alimentari, sostituendolo con un gruppo di muli guidati dal loro proprietario, Luciano Ellena, che a Chiusa Pesio gestisce una fattoria “la terra dei muli”, dove alleva cavalli, asini e muli...

di Mariagrazia Bertolino, per il Direttivo AFP (Associazione Ferrovie Piemontesi).

Questa storia si intitola “Nei guai” ed è di Oliver Jeffers, al quale chiediamo scusa se la prendiamo a prestito per riferirci a degli adulti. O magari ne sarebbe contento.

Un aquilone rosso, il giocattolo preferito di un bimbetto di nome Leo, finì per sfortuna sui rami di un albero alto alto. Leo provò a scrollare l’albero, ma quello non si muoveva né l’aquilone si staccava. I veri guai cominciarono quando a Leo venne in mente di liberarlo lanciando la sua scarpa preferita; rimase anch’essa incastrata....

di Paolo Tomatis

Anche quest’anno, come accade ormai da decenni, gli abitanti della Granda hanno ricevuto festosi aggiornamenti sullo stato dell’autostrada Asti-Cuneo, informati da numerosi articoli comparsi su giornali cartacei e web oltre che da reportage televisivi: «Il via libera del Cipe alla conclusione dei lavori è stato accolto con enorme soddisfazione dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio...», il quale ha rilasciato soddisfatte dichiarazioni: «È una bellissima notizia che attendevamo da moltissimo tempo: ora finalmente possono ripartire i cantieri di un’infrastruttura strategica per il nostro territorio che i piemontesi aspettano da più di 30 anni».

Ops, ci siamo sbagliati...

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