Ci sono poche notizie sui giornali e nessuna in Tv sulla privatizzazione dell’acqua. Eppure proprio in questi giorni si decide del nostro futuro. Si sta discutendo infatti in Senato la nuova legge che esclude ogni gestione pubblica delle acque. Non si tratta di un dilemma solo nostro. Tanti Paesi del mondo si stanno chiedendo, su stampa e televisione, fino a che punto sia lecito privatizzare un bene comune, di cui tutti dovrebbero disporre. Il fatto è che l’acqua è in procinto di diventare l’oro del futuro e c’è chi pensa di guadagnarci sopra. Da qui la fretta di alcune grandi multinazionali per accaparrarsi i diritti di erogazione ...


Nei giorni scorsi il Comitato Astigiano a favore delle Acque Pubbliche ha inviato una precisa sollecitazione all’onorevole Maria Teresa Armosino, presidente della Provincia di Asti, per richiedere un suo urgente intervento nei confronti del Governo nazionale dopo l’approvazione del Senato, lo scorso 4 Novembre, dell’Art.15 del Decreto Legge 135/2009 che stabilisce, di fatto, la privatizzazione degli acquedotti italiani ...
Non avrei mai immaginato che il paese di Francesco d’ Assisi (Patrono d’Italia) che ha cantato nelle sue Laudi la bellezza di “Sorella Acqua” diventasse la prima nazione in Europa a privatizzare l’acqua ! Giorni fa abbiamo avuto l’ultimo tassello che porterà necessariamente alla privatizzazione dell’acqua. Il Consiglio dei Ministri, infatti, ha approvato lo scorso 9 Settembre alcune “Modifiche” all’articolo 23 bis della Legge 133/2008. Queste “Modifiche” sono inserite come articolo 15 in un Decreto legge per l’adempimento degli obblighi comunitari. Una prima parte di queste Modifiche riguardano gli affidamenti dei servizi pubblici locali (gas, trasporti pubblici e rifiuti). Le vie ordinarie - così afferma il Decreto - di gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica è l’affidamento degli stessi (attraverso gara) a società miste il cui socio privato deve essere scelto attraverso gara, deve possedere non meno del 40% delle quote azionarie ed essere socio ”industriale”. In poche parole, questo vuol dire la fine delle gestioni attraverso SpA in "house" e della partecipazione maggioritaria degli enti locali nelle SpA quotate in borsa ...