ImageSi è appena aperta una nuova “vertenza” tra Società Civile e Governo. Proprio mentre il 21 Giugno, in ognuna delle province italiane, si celebrava una sorta di giornata nazionale della “memoria” per ricordare alle nostre Istituzioni che giacciono tutt'ora in qualche oscuro cassetto delle commissioni Ambiente di Camera e Senato le oltre 406mila firme raccolte dalla proposta di legge di iniziativa popolare per la ri-pubblicizzazione di tutti gli acquedotti italiani, il Governo emanava un Disegno Legge a favore della privatizzazione di tutti i Servizi Pubblici Locali.
Acqua compresa ...

L'Autorità Italiana per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ha recentemente avviato un procedimento nei confronti dei 64 affidamenti diretti (a S.p.A. a totale capitale pubblico) per la gestione del servizio idrico avvenuti nel corso degli ultimi anni in tutta Italia; tra essi anche tre affidamenti che riguardano la provincia di Asti (Acquedotto Monferrato, Acquedotto della Piana, Acquedotto Valtiglione).

di Riccardo Petrella, Presidente dell’Istituto Europeo di Ricerche sulla Politica dell’Acqua.
ImageE’ almeno dal 1977, quando la comunità internazionale lanciò il «Decennio dell’acqua 1981-1990» delle Nazioni Unite, che è cominciata su scala mondiale la battaglia per il riconoscimento del diritto umano e sociale all’acqua nella quantità e qualità sufficienti per una vita umana decente.
Da allora, la mobilitazione «militante» in favore del diritto umano all’acqua è cresciuta in estensione e forza: non si contano più le dichiarazioni a favore del diritto all’acqua ad opera di associazioni ed organismi nazionali e internazionali pubblici e privati. Fra queste, di particolare attenzione sono la risoluzione approvata dal Parlamento europeo [Strasburgo, Marzo 2006] e quella, congiuntamente, approvata da rappresentanti del Parlatino [che riunisce i membri delegati di tutti i parlamenti degli Stati dell’America latina], del Parlamento panafricano e del Parlamento europeo [Caracas, Giugno 2007].
Purtroppo, la mobilitazione non è riuscita a far cambiare l’essenziale ...

In Europa le forme di gestione dell'acqua più efficienti e più efficaci, dal punto di vista sociale e ambientale, sono  totalmente pubbliche. Tutti i dati e tutti gli studi lo confermano. Perchè la Toscana, con la legge sui servizi pubblici locali che sarà presto in discussione in Consiglio regionale, vuole andare nella direzione contraria, prevedendo un gestore unico regionale da affidare ad una Spa ?

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