Una ricercatrice neozelandese ha realizzato un test per stabilire se una verdura dichiarata bio sia stata effettivamente coltivata in modo biologico. Il test è infatti in grado di rivelare se le piante sono state concimate con sostanze organiche oppure utilizzando fertilizzanti industriali. Uno dei criteri di crescita utilizzati nell’agricoltura biologica è l’impiego di fertilizzanti organici, che spesso contengono anche deiezioni animali. Durante la crescita, frutta e verdura si trovano così ad assorbire azoto dal fertilizzante ed è proprio questo atomo che viene analizzato nel test.
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Si rafforza il rapporto tra il Gruppo di Acquisto Solidale di Asti ed il suo abituale fornitore di riso, attraverso un'iniziativa piuttosto interessante che disegna un nuovo orizzonte nella relazione fra consumatori consapevoli ed aziende.
Per spiegare cosa sia il Progetto devo fare un po' di storia, i primi passi di Radis li ho percorsi, senza rendermene conto, a partire dall'anno scorso. Per diverse ragioni, un annetto fa appunto, mi sono trovato tra le mani 5 vecchi computer scampati quasi miracolosamente alla discarica perché dimenticati oppure perché ad una azienda lo smaltimento costa perciò, finché ha posto, li preferisce confinare nell'oblio degli scantinati.
Dopo lunghe sollecitazioni, un gruppo di componenti del primo Gruppo di Acquisto Solidale di Asti ha accettato di provare a mettere per iscritto la sintesi di un recente rendez vous tra Consumatori consapevoli e Produttori sensibili (e un tantino “alternativi”), vincendo la ritrosia abituale del “ma non c'è nulla di particolare da raccontare, si è trattato di un semplice viaggio d'incontro” ...
Il mercato sementiero è molto regolamentato in Europa, le esigenze in materia di qualità delle sementi e di proprietà intellettuale fanno sì che i semi sempre più siano dei prodotti commerciali standardizzati. In effetti, la biodiversità non abita più le campagne, quantomeno quelle inserite nella filiera agro-industriale. Anche in questo ambito, però, continuano a esserci conflitti tra agricoltori e industria sementiera, con i primi che rivendicano il loro diritto a riprodurre e vendere in azienda sementi protette iscritte al catalogo ufficiale e i secondi che cercano di limitare il più possibile quello che ai loro occhi non è un diritto ma un “privilegio” e quindi revocabile se non più necessario. È intervenuta in proposito anche l’Unione Europea che ha definito i parametri entro cui gli agricoltori possono legittimamente riprodurre in azienda le varietà ...