di Marianna Filandri.

Il lavoro – dicono – c’è ma manca chi lo vuole fare. In Italia pare che gli imprenditori non abbiano proprio vita facile. I giovani nel migliore dei casi non sono qualificati, i disoccupati preferiscono sopra tutto stare sul divano e chi ha un lavoro sempre più spesso decide di lasciarlo. Quest’ultimo è il fenomeno noto come “la grande dimissione” o, in inglese, great resignation. In che cosa consiste, o consisterebbe? Nel fatto che lavoratrici e lavoratori lasciano volontariamente il proprio impiego perché insoddisfatti. A questo quadro si aggiunge il recente quiet quitting, ossia il darsi meno da fare sul luogo di lavoro. Dipendenti che decidono – senza scalpore – semplicemente di lavorare meno, “il giusto”, direbbero loro. Un “giusto” stabilito soggettivamente partendo dalla consapevolezza che il lavoro non definisce la propria identità. Di fronte a queste tendenze non stupisce che il nostro mercato del lavoro sia così in cattiva salute e la responsabilità dei problemi venga fatta cadere per lo più sul lato dell’offerta. La forza lavoro, sia essa occupata o meno, non si adopera a sufficienza per trovare un impiego e tanto meno per tenerlo o svolgerlo come dovrebbe...

di Alessandro Mortarino.

Ad inizio anno avevamo pubblicato un articolo in cui sintetizzavamo due differenti situazioni occupazionali rivolte una all'universo giovanile e una a soggetti disoccupati over 45enni. Due situazioni accomunate da un destino retributivo su cui ci era parso opportuno accendere un riflettore, inteso come una "spia" di allarme date le esiguità dei corrispettivi previsti e alcune condizioni apparentemente non di particolare rilievo per la dignità umana. Le nostre annotazioni, purtroppo, non hanno aperto un particolare dibattito ma solo qualche sparuto commento e ci pare quindi necessario un supplemento di inchiesta su cui riflettere...

di Alessandro Mortarino.

Una giovane poco più che ventenne ci racconta la sua esperienza da stagista in uno dei più importanti gruppi della grande distribuzione organizzata, come cassiera per un periodo di sei mesi: 40 ore la settimana, dal lunedì alla domenica, per poco più di 500 euro mensili. Un altro lavoratore, over 45enne, ci parla invece dei cosiddetti "Cantieri di lavoro", uno strumento pensato per l’inserimento lavorativo di soggetti disoccupati o persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale in attività temporanee e straordinarie attuate da Comuni o loro forme associative: indennità giornaliera pari al massimo a 35,84 euro per ogni giornata, per un impegno giornaliero pari al massimo a 7 ore. Solidarietà e dignità sono davvero alla base di queste opportunità?...

Il 3,6% della popolazione mondiale (281 milioni di persone) nel 2021 ha lasciato la propria terra alla ricerca di un lavoro e di un orizzonte di futuro. In Italia le famiglie con almeno un componente straniero raggiungono il 9,5% del totale e di queste 1 su 4 risulta essere mista (con componenti sia italiani che stranieri) mentre 3 su 4 hanno componenti tutti stranieri. Nell’Astigiano risiedono 23.902 stranieri, l'11,5% della popolazione totale, con un aumento dello 0,5%, in controtendenza rispetto alla situazione complessiva piemontese...

di Riccardo Bocci.

Istat ha pubblicato a giugno 2022 il nuovo Censimento generale dell’agricoltura, che aggiorna quello del 2010 ed è riferito all’annata agraria 2019-2020. Da una lettura dei primi risultati emerge un quadro su cui è importante riflettere. Viene descritto un cambiamento importante in atto nelle nostre campagne, legato a quel processo di modernizzazione avviato nel secondo dopoguerra, mai compiuto in Italia a differenza di quanto avvenuto in altri Paesi europei...

Altritasti Periodico on line dell'Associazione di Promozione Sociale Altritasti - via Carducci 22 - 14100 Asti - C.F. 92060280051
Registrazione: Tribunale di Asti n. 7/2011 del 28.10.2011 - Direttore Responsabile: Alessandro Mortarino