Lo scorso Sabato 1° Dicembre, a Roma, una delegazione del Gruppo P.E.A.C.E. (Pace, Economie Alternative, Consumi Etici) dell'Asti Social Forum ha partecipato alla manifestazione nazionale a sostegno delle azioni di salvaguardia e ri-pubblicizzazione degli acquedotti italiani, dove ha ufficialmente rappresentato anche l'Amministrazione Provinciale di Asti, l'Autorità d'Ambito n° 5 Astigiano-Monferrato, il Consorzio fra i 101 Comuni dell'Acquedotto del Monferrato, le Amministrazioni Comunali di Berzano San Pietro e Castello di Annone, il Comitato Astigiano a difesa delle Acque Pubbliche.

La campagna nazionale in appoggio alla legge d’iniziativa popolare per rendere completamente di proprietà pubblica tutta la gestione degli acquedotti italiani, non si è conclusa dopo la pura fase di raccolta firme.
E, mentre in Parlamento la discussione si è lentamente avviata, in ogni angolo d’Italia i Comitati stanno sviluppando decine di iniziative, segno che il “popolo dell’acqua” è una realtà politica che intende davvero modificare il disegno della nostra società e costruire un nuovo modello.

Un Paese è 'malato' dal punto di vista idrico, allorché dispone di meno di 1700 m3 all'anno per persona tutti usi confusi (idropotabili, irrigui, industriali, energetici).
Si parla di 'stress idrico' quando un Paese dispone tra 1000 e 1700 m3 all'anno per persona, e di 'crisi idrica' al di sotto dei 1000 m3. Se ci limitiamo all'acqua per usi domestici, la cifra comunemente considerata, secondo l'OMS come la quantità sufficiente per la vita, nella qualità richiesta sul piano batteriologico, è di 50 litri al giorno per persona (più o meno 15 m3 /anno per persona).

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