Il neonato Movimento di opinione per la difesa del diritto ad un territorio non cementificato rafforza le sue radici astigiane e monferrine, dopo l’assemblea “oceanica” dello scorso 7 Febbraio. Tutti i temi affrontati durante (e immediatamente dopo) l’assemblea sono stati riassunti in un verbale che enumera ben 31 “primi” punti di azione, rivolgendo i suoi obiettivi sia ai singoli cittadini di ognuno dei 118 municipi astigiani e sia alle amministrazioni comunali. Proprio su questo fronte, si registrano già alcune piacevoli risposte: si cercavano esempi locali somiglianti al “caso” di Cassinetta di Lugagnano e ben due Comuni hanno superato brillantemente i “primi esami” proponendosi come esempi locali: Refrancore (circa 1.800 abitanti) e Vinchio (680 residenti) …
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Tempi davvero difficili per la Società Civile astigiana. Mentre la Giunta dell’amministrazione provinciale deliberava il protocollo di accordo con quella di Alessandria per la comune gestione dei rifiuti delle due zone (discarica ad Alessandria e inceneritore ad Asti …), il Sindaco di Asti, durante una trasmissione radiofonica, affidava all’etere alcune parecchio poco delicate sue opinioni: “l’Ente Parchi è una realtà molto discutibile. Il Parco dei Boschi di Valmanera lo facciamo noi, con metà dei soldi. L’unica vera garanzia sulle aree protette la dà il Comune. Sono pentito di avere affidato Villa Paolina alla gestione del Wwf perché se ora la gestissimo noi sapremmo valorizzarla molto di più. Non vogliamo più riconoscere altri Enti diversi dalle Istituzioni amministrate da persone elette direttamente dai cittadini” …
L'Astigiano si sgretola, titola “La Stampa” di Mercoledì 11 Febbraio. Lo stesso titolo credo potrebbe essere riservato alla realtà di ognuna delle province italiane. In realtà è l'Italia a sgretolarsi.