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Non una di meno Asti e Asti Pride si schierano contro Futuro Nazionale e il dibattito organizzato ad Asti il 22 maggio scorso dal titolo "Scuola, famiglia, futuro - giù le mani dai nostri figli".
Si tratta dell'ennesima passerella ideologica sulla cosiddetta famiglia naturale: noi ribadiamo con forza che questa retorica non rappresenta la realtà. È un tentativo di imporre un modello unico, gerarchico e patriarcale, che serve solo a controllare i corpi, gli affetti e le scelte di vita di milioni di persone...
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Secondo un’analisi pubblicata oggi dall’UNICEF Office of Strategy and Evidence – Innocenti, la disuguaglianza economica nei paesi ricchi è associata a un peggioramento delle condizioni di salute fisica e a risultati scolastici peggiori tra i bambini.
La Report Card 20:Opportunità disuguali – bambini e disuguaglianza economica esamina il rapporto tra le disuguaglianze economiche e il benessere dei bambini in 44 paesi dell’OCSE e ad alto reddito e rileva che, nella maggior parte di questi paesi, i livelli di disuguaglianza di reddito e di povertà infantile rimangono ostinatamente elevati. In media, in tutti i paesi, le famiglie che rientrano nel 20% più ricco guadagnano oltre cinque volte di più rispetto al 20% più povero, mentre, in media nei paesi, quasi un bambino su cinque vive in condizioni di povertà di reddito, il che significa che i suoi bisogni primari potrebbero non essere soddisfatti...
Leggi tutto: Un bambino su 4 in Italia vive sotto la soglia di povertà
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di Marco Bersani, Attac Italia.
Il patto di stabilità e crescita (PSC) è lo strumento, introdotto nel 1997 dall’Unione Europea per imporre vincoli alle finanze pubbliche dei Paesi membri allo scopo di garantirne la stabilità economico-finanziaria. Successivamente rafforzato nel 2011 (“Six Pack”), nel 2012 (“Fiscal Compact”) e nel 2013 (“Two pack”) si basa su due parametri: il rapporto debito/pil non deve superare il 60% e il rapporto deficit/pil non deve superare il 3%.
La cosa interessante è che, per stessa ammissione degli inventori (due funzionari del Ministero dell’Economia francese ai tempi del governo Mitterand), i due parametri non hanno alcuna base scientifica. E tuttavia hanno determinato per tre decenni le politiche economiche dell’Unione Europea in direzione dell’austerità liberista, permettendo drastici tagli alla spesa pubblica, privatizzazioni ed erosione dei diritti sociali e del lavoro...
Leggi tutto: Fuori dal patto di stabilità: se non ora, quando?
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di Emilia De Rienzo.
Non devono partire. Se arrivano, devono tornare indietro. Se restano, devono essere trattenuti. Se lavorano devono essere invisibili. Allora la domanda non è più cosa succede ai migranti. La domanda è: cosa stiamo diventando noi?...
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di Marco Bersani, Attac Italia.
Sappiamo ormai da tempo come la razionalità dell’economia capitalistica sia in realtà un susseguirsi di bolle finanziarie, rispetto alle quali la domanda non è più ‘se’ esploderanno, ma solo su ‘quando’ e ‘dove’. La più recente nube all’orizzonte riguarda il mercato del debito privato.
Di cosa si tratta è presto detto: un canale di finanziamento alternativo a quello bancario, in cui investitori istituzionali -fondi finanziari, assicurazioni- prestano denaro direttamente alle imprese. Si tratta di un mercato cresciuto rapidamente dopo la crisi finanziaria del 2007-08 e il relativo inasprimento delle regole prudenziali allora imposto alle banche, che, unito a una fase di calo dei tassi d’interesse sui prestiti di denaro, ha aperto canali di finanziamento privato per tutto un settore di imprese (soprattutto piccole e medie). che avrebbero altrimenti avuto difficoltà a ottenere prestiti bancari...
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