di Giovanni Caprio.

Undici provvedimenti di sfratto ogni giorno dell’anno dovuti alla morosità degli inquilini, cinque dei quali eseguiti con l’ausilio della forza pubblica; 14mila famiglie in graduatoria per un alloggio popolare, con un’attesa media che tocca i dieci anni; mille persone che vivono nei residence per “l’emergenza abitativa” che costano alle casse comunali oltre 25 milioni di € l’anno; 4 mila sono le famiglie che vivono in occupazioni informali e organizzate; 23.420 persone (censite dell’ISTAT nell’Area metropolitana di Roma, la maggior parte nella Capitale) “senza tetto e senza fissa dimora”; oltre 110 mila case sfitte...

di Marco Bersani, Attac Italia.

Dal 9 giugno è possibile firmare online le due leggi d’iniziativa popolare per la riforma della finanza dei Comuni e per la socializzazione di Cassa Depositi e Prestiti. Da mesi una rete di oltre cento comitati territoriali si è attivata in tutto il Paese con banchetti, iniziative, presentazioni di odg nei Consigli Comunali, per mettere al centro della discussione il ruolo e la trasformazione subita dai Comuni in trenta anni di politiche liberiste e di austerità e l’espropriazione di beni comuni, diritti e democrazia che ciò ha comportato per le comunità territoriali. Siamo di fronte a un grande paradosso...

Tomaso Montanari, rettore dell’Università per stranieri di Siena, spiega sul Fatto Quotidiano la decisione di non alzare la bandiera a mezz’asta per la scomparsa di Silvio Berlusconi.

Scrivo questo articolo come rettore dell’Università per Stranieri di Siena: e comincio col dire che, come rettore, mai avrei pensato di dover prendere una posizione sulla morte di Silvio Berlusconi. Se sono stato, al contrario, costretto a farlo è a causa della inaudita decisione del governo Meloni di indire tre giorni di lutto nazionale, nei quali le bandiere sugli edifici pubblici dovrebbero essere poste a mezz’asta.
Di fronte a questa indicazione del potere esecutivo, il rettore di una università pubblica deve fare necessariamente una scelta: accettarla, o respingerla. Dire sì, o dire no: tertium non datur. Poiché la mia coscienza mi impediva di dire sì, ho scritto una lettera all’intera comunità accademica spiegando le ragioni del no...

Come noto, lo scorso Marzo 2023 è stato indetto un referendum abrogativo in materia di contrasto alla guerra e sostegno alla sanità pubblica, distinto in due quesiti. Da un lato si vuole limitare l'invio di armi, mezzi, equipaggiamenti e materiali militari ai Paesi coinvolti nel conflitto in corso; dall'altro si vuole cancellare una legge che dà alle Regioni la possibilità di consentire la partecipazione nella programmazione della sanità anche a soggetti privati (i quali, essendo coinvolti nella gestione, si trovano in una condizione di evidente conflitto di interessi).
La fase di raccolta firme è in piena attività: si può sottoscrivere ai banchetti presenti in tutte le città oppure anche on line...

di Paolo Cacciari.

Come non farsi travolgere dalla gravità dei problemi e cadere nel catastrofismo? Come non scivolare nella illusoria soluzione della “digitalizzazione”, tutt’altro che immateriale? Il cambiamento di mentalità e di pratiche di cui abbiamo bisogno passa prima di tutto per recuperare il controllo del nostro tempo e per le reti di comunità, ma per farlo nostro abbiamo bisogno non di istanze etiche ma di bellezza. “Quello che serve – scrive Wolfgang Sachs, allievo sodale di Ivan Illich, in Economia della sufficienza. Appunti per resistere all’Antropocene – è raccontare alla gente come potrebbe essere un’economia più sensibile alle esigenze della vita, quali nuove qualità ne deriverebbero e quali pregi e vantaggi essa ci offrirebbe”...

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