Pubblichiamo altri due interventi a proposito del dibattito apertosi ad Asti sull’ipotesi di provare a strutturare una “forma” di opposizione organizzata capace di creare un modello attivo di relazioni tra simili e di proposta sociale alternativa.
Il dibattito è quanto mai aperto ed attende i vostri contributi di idee …


Ritorno sul mio ragionamento della scorsa settimana a proposito di democrazia comunale (“Noi amministratori pubblici. Voi cittadini …”) anche alla luce di due piacevoli concomitanze.
Ogni volta che mi trovo a dover dialogare con qualche rappresentante del popolo italiano (di volta in volta: Sindaco, Assessore, Presidente di Regione o di Provincia e così via) vengo sistematicamente colpito da una situazione che ritengo ormai essere il vero nodo della questione sociale dei nostri giorni: la distanza esistente (nella mentalità del mio interlocutore del momento) tra le responsabilità dell’amministratore della cosa pubblica e i bisogni/esigenze degli individui e della collettività. Qui sta il trucco. Qui dobbiamo tentare di imboccare la nuova strada …
Asti. Primo pomeriggio di domenica 17 Maggio. Ho lasciato Valle San Pietro da cinque minuti; ero a pranzo da mia suocera. E' una bella giornata di sole. Immagino un pomeriggio di letture, disteso sul letto con la teiera a portata di mano.
Da qualche tempo, ormai, in Italia è in atto una sorta di rappresentazione della vita che alcuni confondono con la vita stessa; mentre, a ben vedere, si tratta solo di una realtà virtuale. Una dimensione, parallela a quella reale, in cui tutti stiamo bene, la crisi è soltanto una questione psicologica, tutti (ricchi e poveri) abbiamo la ventura di stare sulla stessa barca e perciò dobbiamo sforzarci di andare nella stessa direzione, che è quella dei ricchi, dei potenti, dei governanti o, in una parola, del Presidente del Consiglio che tutto controlla (qui in senso buono) e a tutto provvede ...