La rivista federalismi.it, uno dei più autorevoli periodici a carattere scientifico di approfondimento del diritto pubblico italiano, comunitario e comparato presenti sul web, ha pubblicato nei giorni scorsi un rilevante articolo di Lucilla Conte dedicato all’iniziativa legislativa popolare “mediata”, analizzando il caso della tutela del paesaggio e dell’arresto del consumo di suolo.
L’articolo affronta un interessante punto di osservazione per analizzare gli inediti rapporti tra iniziativa legislativa popolare e attività parlamentare e si focalizza sul disegno di legge A.S. 164 “NORME PER L’ARRESTO DEL CONSUMO DI SUOLO E PER IL RIUSO DEI SUOLI URBANIZZATI“, ovvero la Proposta di Legge Popolare elaborata dal nostro Forum Salviamo il Paesaggio e ora in discussione al Senato, ripercorrendo l’intero iter seguito nelle sue fasi di discussione e stesura, nelle modalità di presentazione e di azione politica “dal basso” e all’interno delle Istituzioni...

Qualche anno fa, durante un intervento in uno dei tanti convegni dedicati alla tutela del paesaggio e al consumo di suolo, mi scappò una frase ardita per rendere chiara la mia granitica certezza che l'ideologia, da sola, non è sufficiente per cambiare gli orientamenti della pianificazione urbanistica. Dissi che l'ideologia resta un gran bello strumento umano, ma necessita di dati, numeri, riferimenti "tattili" certificati per mettere a nudo la realtà e sospingere a scelte e cambiamenti. E il miglior dato, continuai, è conoscere la quantità numerica di edifici costruiti in ciascun Comune e, di questi, conoscere anche l'ammontare di quelli sfitti, vuoti, inutilizzati. Basilare.
Ma non mi fermai qui (le sinapsi sono sempre meno rapide della lingua, almeno nel mio caso) e aggiunsi che senza dati restiamo in balia della soggettività più pura, ma se a me piacciono i calzini verdi e mia moglie preferisce quelli gialli, mai e poi mai ci metteremo d'accordo nel decidere come vestire nostra figlia per la sua cresima...

di Guido Viale.

Il 12 e il 13 aprile si è svolta a Milano la “due giorni” di Fridays for future Italia. La sera del 12 con una conferenza scientifica affidata a quattro esperti: sulle fonti rinnovabili, sulle ripercussioni in agricoltura, sullo stato della ricerca, sul negoziato internazionale e sulla dimensione sociale dei cambiamenti climatici. Il 13 si è svolta invece, per tutto il giorno, l’assemblea nazionale costituente del movimento italiano, la prima nel mondo: “d’altronde il corteo di Milano è stato il più grande di tutti”, ha detto con orgoglio uno degli intervenuti. Se la sera prima il pubblico era “misto”, metà di giovani e metà di persone mature, il giorno dopo l’aula magna della facoltà di fisica era stracolma solo di giovani e giovanissimi (con rarefatta presenza di anziani), tra cui circa 200 delegazioni da oltre 100 città italiane. L’età media molto bassa è una caratteristica e un vanto di Fridays for future.

di Maurizio Martucci, Oasi Sana.

Altro che potature programmate fuori stagione. Un abbattimento di alberi per le strade di mezzo mondo. Una vera e propria strage di verde pubblico è in corso in Occidente. Roba ma vista prima d’ora, se non altro per l’anomala sincronicità nell’esecuzione dei tagli: Inghilterra, Scozia, Irlanda, Francia, Olanda, America e pure Italia. Decine di migliaia di alberi (anche secolari e rigogliosi) tagliati con disinvoltura alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti, tra gli interrogativi dell’opinione pubblica e le proteste di chi, sgomento per l’anomala coincidenza, s’interroga sui risvolti meno evidenti spingendosi alla ricerca di verità occulte...

di Rolando Cervi*.

La giovane Greta Thunberg, in visita in Italia con onori e accoglienze degne di un Capo di Stato o di una Rockstar, sembra raccogliere una simpatia praticamente unanime. A parte qualche guitto a gettone da talk show e un po’ di complottisti da tastiera, pochi sono riusciti a non farsi conquistare dalla determinazione ferrea nascosta dietro il sorriso ingenuo della piccola attivista dall’impermeabile giallo. Vederla senza paura strapazzare i potenti della terra per la loro criminale passività di fronte alla sfida del cambiamento climatico ha aperto i cuori di tante persone alla speranza per il futuro, ma soprattutto ha solleticato il diffuso malcontento nei confronti della “casta” ...

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