di Paolo X Viarengo.

Si erge per un altezza di un metro e ottanta. Tra il ponte della ferrovia Asti-Acqui e lo scarico del depuratore. Con i suoi gonfiabili che sbarrano lì il corso del fiume, serve a creare un invaso. Un lago artificiale, le cui acque vengono incanalate nelle turbine delle centrale idroelettrica incassata nel cemento armato sulla sponda destra del Tanaro. Quasi di fronte al depuratore. Produrrà, quando in funzione, circa 8 milioni di Kw di energia pulita e genererà circa 30.000 euro annui di oneri di compensazione per il Comune di Asti. Genererà anche utili al suo gestore privato che venderà l’energia prodotta alla rete pubblica...  

di Paolo X Viarengo.

Non c’è due senza tre, recita il noto proverbio. Infatti, dopo il dimezzamento dei contributi all’Israt, arbitrariamente decisi in quanto l’intervento dell’amministrazione precedente non era della metà dei contributi ma molto meno, e la “querelle” del sottopasso Marconi, prima affidata a parole ad Asti pride e poi condivisa, successivamente, con l’associazione “Sole che sorgi” ora, sulla strada di trasformare la sorda e grigia aula del consiglio comunale di Asti in un bivacco di manipoli, viene messo un altro tassello. Nessun richiamo al fascismo, per carità!...

di Alessandro Mortarino.

Se mettiamo in relazione due fatti registrati in questa settimana, credo abbiamo chiara l'evidenza del "cortocircuito" (e della "schizofrenia") di questo momento. Lo scorso 22 luglio SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente) e ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) hanno reso noti i dati del Rapporto 2020 sul consumo di suolo che segnala il continuo avanzare di un fenomeno grave che attende l'intervento della "politica", di un'emergenza in atto. I vertici dei due massimi Istituti scientifici dello Stato hanno sintetizzato la situazione con questa eloquente frase "Dal cemento non si torna indietro". Nelle stesse ore, ad Asti è trapelata la notizia che l'amministrazione comunale sta trattando con Provincia e Regione una variante urbanistica per trasformare un terreno in via Maggiora (davanti al Borgo di corso Casale) dalla attuale destinazione "a servizi" ad area commerciale: un nuovo L2 da ben 45.000 mq di superficie...

di Mariuccia Carla Cirio.

Attorno alla metà degli anni sessanta iniziò a manifestarsi anche nelle nelle nostre aree rurali un fenomeno di “furore edificatorio” che, nel giro di una decina di anni, avrebbe modificato l'aspetto dei paesi, con la comparsa non solo delle villette unifamiliari dette “le villette dei geometri”, ma anche di condomini fuori misura rispetto agli impianti fino ad allora conservati. In molti casi le nuove costruzioni sono arrivate ad erodere il centro storico sostituendo anche alcune case o corti che si trovavano ancora all'interno del concentrico...

A cura della Rete Asti Cambia.

"La prossima settimana contattatemi e vedremo di capire come poter avviare un tavolo partecipato sulla mobilità sostenibile". Con queste parole dell'assessore Berzano si è conclusa la partecipata iniziativa proposta dalla Rete Asti Cambia e da Fiab Asti, volta a sensibilizzare l'amministrazione comunale sullo stato delle piste ciclabili della città e di promuovere l'avvio di un tavolo allargato per lavorare su un piano della mobilità sostenibile...

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