di Stefano Benni.

La storia che vi racconterò è una storia del mio paese che si chiama Sompazzo ed è famoso per due specialità: le barbabietole e i bugiardi. Il vecchio del paese, Nonno Celso, profetizzò che quell’anno il tempo sarebbe stato balordo. Disse che lo si poteva vedere da tre segni:
- Le folaghe che ogni anno passavano sopra il paese, erano passate, ma in treno. Il capostazione ne aveva visti due vagoni pieni;
- Le ciliegie erano in ritardo: quelle che c’erano sugli alberi erano dell’anno prima;
- Le ossa dei vecchi non facevano male. In compenso tutti i bambini avevano la gotta e le bambine i reumatismi...

Si dice che le iniziative outdoor (ovvero attività ricreative/sportive svolte in spazi aperti, ad esempio trekking, nordic walking, mountain bike ecc.) siano in costante crescita sia a livello italiano e sia sul territorio astigiano. Ma al pari dello sviluppo corrispondono situazioni critiche, spesso prive di spiegazioni.
E' il caso di una situazione segnalataci - contestualmente alla formale indicazione trasmessa al Comune - da un nostro lettore "professionale" e legata a un percorso nel territorio di Cassinasco...

A cura di Coldiretti Asti.

Più di metà del territorio nazionale (28%) è a rischio desertificazione con la gravissima siccità di quest’anno che rappresenta solo la punta dell’iceberg di un processo che mette a rischio la disponibilità idrica nelle campagne e nelle città con l’arrivo di autobotti e dei razionamenti. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla situazione del territorio nazionale in occasione della giornata mondiale dell'Onu per la lotta alla desertificazione e siccità del 17 giugno, sulla base dei dati Ispra...

di Gabriella Sanlorenzo.

Si legge sul sito del WWF Italia: «450 milioni di tonnellate di plastica sono prodotte ogni anno; 8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica finiscono ogni anno negli oceani; 700 specie sono state interessate da fenomeni di inquinamento di materie plastiche». E, sul sito di Greenpeace: «Ogni minuto, ogni giorno, l'equivalente di un camion pieno di plastica finisce negli oceani, diventando un pericolo per tartarughe, uccelli, pesci, balene e delfini».
Se avessimo intenzione di salvaguardare Madre Terra, tra le varie scelte che potremmo intraprendere, non utilizzeremmo più plastica...

di Raffaele Crocco.

Ormai lo sappiamo: arriva sempre in anticipo. Quest’anno sarà il 28 luglio l’Earth Overshoot Day mondiale, cioè il giorno in cui saremo di nuovo, ufficialmente, in debito con Madre Terra. Come ci spiega da anni – credo con un po’ di rassegnazione, dati i risultati – il Global Footprint Network, da quel giorno avremo finito le risorse naturali che la Terra ci mette a disposizione e cominceremo a usare quelle del 2023. Si trattasse di una banca – e noi fossimo clienti – il Pianeta ci avrebbe già chiuso il conto. Siamo debitori ostinati e compulsivi, capaci di consumare risorse senza trovare un minimo di rimedio...

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