Lettera Aperta di Attac Torino alle Organizzazioni Sindacali.
ImageDal comitato locale torinese di ATTAC (Associazione per la Tassazione delle Transazioni finanziarie e l’Aiuto ai Cittadini) riceviamo questa utile analisi sui risultati conseguiti dalla proposta fatta da Governo e forze sindacali ai lavoratori italiani a proposito del trasferimento dei loro TFR (il “gruzzoletto” accantonato per la vecchiaia meglio conosciuto come “Trattamento di Fine Lavoro”) nei fondi pensione.
Una proposta che aveva visto la ferma reazione contraria di alcune (poche ...) realtà della società civile nazionale e che ora è tempo di valutare a consuntivo: da queste considerazioni e dai dati disponibili parrebbe che i lavoratori abbiano riflettuto e deciso che la finanza non rappresenta la base del nostro futuro ...

di Carlo Sottile.
ImageSapevo che si sarebbe svolta l'ennesima udienza del processo ai sindacalisti della CGIL astigiana. L'accusa: estorsione. Ho voluto essere presente “per fatto personale” perché sono tuttora iscritto a quella organizzazione. La mia prima tessera risale al 1957. Di qua delle transenne eravamo in pochi: qualche parente e amico degli imputati, due dirigenti della Camera del Lavoro; salvo le impennate retoriche degli avvocati, tutto molto dimesso. All'inizio (ormai è trascorso qualche anno) l'accusa aveva fatto notizia e le strumentalizzazioni si erano moltiplicate. Troppo ghiotta l'occasione per demolire storia, memoria e pratica del più importante sindacato cittadino. E' bastato che passassero poche settimane per capire che il danno morale e politico sarebbe stato irreparabile. Troppo contraddittorie ed esitanti le reazioni interne al sindacato, “la verità” messa in mano alla magistratura, qualche dichiarazione di garantismo, la costituzione di parte civile rimandata. Insomma la paralisi ...

di Marcel Hénaff, filosofo e antropologo.
ImageChe cos’è il lavoro? Perché al giorno d’oggi esso viene essenzialmente retribuito sotto forma di salario? La risposta che siamo portati a dare è che il lavoro costituisce per eccellenza l’attività che ci permette non solo di guadagnarci da vivere, ma che ci conferisce anche uno status sociale rispettabile; inoltre, ci permette di acquisire dei diritti precisi (in termini di reddito, di previdenza e assistenza sanitaria, di accesso alla proprietà). In poche parole, oggi appare inconcepibile una separazione tra attività lavorativa, reddito, socializzazione, dignità, garanzie giuridiche e cittadinanza. Insomma, senza un lavoro l’uomo o la donna moderni restano socialmente indeterminati o fragili.
Peggio ancora, si sentono soggettivamente annullati. È per questo che perdere il proprio lavoro viene vissuto come un fallimento grave.

ImageIl 14 Febbraio, giorno di San Valentino, ha scompaginato le carte della sonnolenta vita astigiana un'inedita alleanza. San Precario e San Valentino si sono uniti nella lotta per il diritto ad amare, per il diritto a vivere i propri sentimenti in libertà, per il diritto a programmare il futuro.
I due santi, aiutati da Progetto Sherwood, davanti alla Comdata hanno chiesto come si faccia a “metter su” casa con un reddito di 700 euro al mese o con un contratto di lavoro di appena due mesi; hanno chiesto come si faccia a mettere al mondo un bambino se si rischia di vedere non più rinnovato il contratto appena si rimane incinta; hanno chiesto come si faccia ad “accendere” un mutuo con un contratto di lavoro interinale.
Per le risposte ci si sta ancora organizzando… ma, ormai, lo sanno tutti che, per i “Credenti”,  San Precario può fare miracoli !

Alcuni mesi or sono, un gruppo di giuslavoristi guidati da Nanni Alleva ha formulato alcune analitiche proposte al governo di centro-sinistra per ragionare in modo differente sulla precarietà, abolire la distinzione tra subordinati e parasubordinati, creare un unico contratto, riformare il rapporto a termine, l’interinale, gli appalti, le cessioni d’azienda, far emergere il «nero».
Che fine hanno fatto queste suggestioni ? E la relativa proposta di Legge d’iniziativa popolare ?
Ci piace riproporla nella sintesi di Antonio Sciotto (da: Il Manifesto).


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