Chiediamo ai nostri sostenitori di aiutarci a resistere alla campagna israeliana di scolasticidio e a ricostruire le nostre università.
Ci siamo riuniti come accademici palestinesi e personale delle università di Gaza per affermare la nostra esistenza, l’esistenza dei nostri colleghi e dei nostri studenti, e la nostra tenacia verso il futuro di fronte a tutti gli attuali tentativi di cancellarci.
Le forze di occupazione israeliane hanno demolito i nostri edifici ma le nostre università continuano a vivere...

Si è svolta a Ravenna da venerdì 31 maggio a domenica 2 giugno la XXIX Assemblea generale di Amnesty International Italia, cui hanno partecipato oltre ai delegati eletti delle varie regioni molti soci/socie da tutta Italia per un totale di circa 300 persone. Tra gli otto delegati eletti in rappresentanza della Circoscrizione Piemonte Valle d'Aosta c’erano anche gli astigiani Simona Franzino (referente della struttura locale di Asti di A. I.) e Domenico Massano...

A cura del Movimento Nonviolento.

Si celebra una vittoria referendaria. La Repubblica italiana nasce dalle urne.
Gli elettori bocciarono la monarchia che aveva consegnato la patria al fascismo, condannandola a venti anni di violenza e dittatura, e poi una sanguinosa guerra.
Una Repubblica, come vuole la Costituzione, fondata sul lavoro.
Ma allora, perché il 2 giugno nelle piazze d’Italia si fanno i picchetti militari, e a Roma sfila la parata delle Forze Armate?...

Lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana.

Siamo “Donne in cammino per la pace”, una rete di donne che in prima persona condividono l’urgenza di chiedere la fine delle guerre e dei massacri consumati sui corpi dei più fragili. Ciascuna sente di non poter rimanere indifferente e la necessità di esprimere la propria condanna ai vecchi e nuovi genocidi in atto nel mondo e, di piú, al massacro del popolo palestinese.
Da mesi, nei principali luoghi pubblici delle città dove ciascuna vive e può attivarsi in comunanza con altre, le “Donne in cammino per la pace”, senza loghi identitari, simboli o bandiere di appartenenza, promuovono il CESSATE IL FUOCO con un messaggio scritto sul corpo; immobili e in silenzio, vestite di nero, con uno straccio bianco legato al braccio...

Oggi lo fanno altri tre paesi europei, Spagna, Irlanda e Norvegia. L’Italia riconosca lo Stato di Palestina e sostenga la Corte Internazionale di Giustizia e la Corte Penale Internazionale.

“Bisogna assicurare il dominio incontrastato del diritto e l’infaticabile ricorso al negoziato, ai buoni uffici e all’arbitrato, come proposto dalla Carta delle Nazioni Unite, vera norma giuridica fondamentale” (Papa Francesco, Fratelli tutti).

“Bruciati vivi”. Negli ultimi giorni, decine di bambini e donne palestinesi sono stati uccisi così, dal fuoco delle tende in cui si erano rifugiati nel disperato tentativo di sfuggire ai bombardamenti più indiscriminati della storia. Mentre le immagini dell’orrore scorrono e si incollano in tempo reale negli occhi del mondo, oggi tre paesi europei, Spagna, Irlanda e Norvegia, riconoscono formalmente lo Stato di Palestina. Perché lo fanno? Perché non lo fa anche l’Italia?...

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