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di Emilia De Rienzo.
Era il 1942 e il 1943 quando Simone Weil, nel pieno della tragedia della guerra e poco prima di perdere la vita, dedicava tutte le sue energie a pensare una costituente per l’Europa. Un anno prima Altiero Spinelli e gli altri antifascisti confinati a Ventotene immaginavano il loro Manifesto, a cui ancora oggi continuiamo a guardare.
Perché tornare a questi esempi, così noti?...
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di Emilia De Rienzo.
Viviamo immersi in un linguaggio della guerra che esalta la forza e la ferocia disumana. È una postura che pervade il nostro stare al mondo, riducendoci a individui in perenne competizione, impegnati a scalare gerarchie che chiamiamo “merito” per non chiamarle privilegi. In questa logica, il dialogo scompare: le ragioni dell’altro sono ostacoli da abbattere. E persino la parola “pace” viene spesso usata per coprire la stessa logica — diventa lo schermo dietro cui chi ha già vinto impone il proprio ordine, chiamandolo armonia. Non è pace: è la guerra che ha smesso di dichiarasi...
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di Marco Bersani, Attac Italia.
Questa notte non ho dormito.
Questa notte sono stato appeso al cellulare. L'ora X non è arrivata, ma non sono riuscito a chiudere occhio.
Questa notte ho odiato Trump e tutti i Re e le Regine che stanno devastando il mondo. Qualcuno con le bombe, qualcuno con le carte di credito...
Leggi tutto: Verrà il giorno in cui saranno i Re e le Regine a non potersi addormentare
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Sulla soglia del mare è una testimonianza della piccola sorella di Charles de Foucauld Colette-Emmanuelle, inviata a Lampedusa per il progetto intercongregazionale dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali, UISG.
Tu, mio fratello, mia sorella… per diversi motivi — la guerra, la paura, la povertà o forse solo il sogno di un’altra vita — hai lasciato tutto: il tuo paese, la tua famiglia, inseguendo la speranza di una terra più ospitale. Chi sono io per giudicare? Nemmeno per capire...
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di Tahar Lamri.
C’è una categoria che manca nel dibattito sulla guerra in corso contro l’Iran, e la sua assenza spiega perché chi la combatte continua a sbagliare tutto. L’Iran non è un movimento partigiano come l’FLN algerino, che era un fronte senza dogma unificante – coalizione di nazionalisti, socialisti, comunisti, conservatori – tenuto insieme da un unico obiettivo: cacciare il colonizzatore. Non è il Vietnam del Nord, che era uno stato su una parte del territorio con una dottrina esportabile – il comunismo – ma dipendente da Mosca e Pechino e limitato geograficamente...
Leggi tutto: Questa guerra non può essere vinta, ma solo allargata