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di Marco Bersani, Attac Italia e Cadtm Italia.
Mentre la guerra, con l’unilaterale attacco all’Iran da parte di Israele e Usa in totale violazione del diritto internazionale, fa un drammatico salto di qualità, diventando dimensione pervasiva delle nostre vite e della nostra società, un piccolo ma importante granello di sabbia prova a incepparne gli ingranaggi...
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di Angela Dogliotti.
La mattina del 28 febbraio è avvenuto il temuto attacco di Israele e Stati Uniti contro l’Iran, in aperta violazione della legalità internazionale. Un ulteriore, pericolosissimo passaggio, verso il caos e la guerra permanente poiché, come scrive Luigi Ferraioli su il Manifesto (1° marzo 2026), «questa guerra è stata la proclamazione ufficiale, da parte della potenza militare più grande del mondo, della legge del più forte quale norma fondamentale dei rapporti internazionali», il che fa regredire l’umanità «allo stato di natura» della guerra di tutti contro tutti...
Leggi tutto: I frutti avvelenati della violenza. Come uscire dall’impotenza?
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A cura di Un Ponte Per.
Dove l’abbiamo già vista questa guerra? L’escalation militare di queste ore tra Iran, Israele e Stati Uniti riapre una ferita che conosciamo fin troppo bene. Il parallelo con il 2003 e l’invasione dell’Iraq non è solo retorica. Ancora una volta si parla di “attacco preventivo”, ancora una volta si evoca – più o meno esplicitamente – il cambio di regime come soluzione. E ancora una volta si mette in moto una spirale che rischia di incendiare un’intera regione...
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A cura di Rete Pace e Disarmo.
Nel condannare con forza l’ennesimo passo verso il baratro, chiediamo al Governo italiano e a quelli della Ue di dissociarsi da questa follia, di richiedere la convocazione immediata del Consiglio di sicurezza dell’Onu e di interdire l’uso delle basi, dei porti e degli aeroporti alle forze armate degli Stati Uniti impiegate in questa guerra illegale...
Leggi tutto: Stop all’attacco all’Iran, l’Italia non dia le basi
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di Emilia De Rienzo.
C’è un momento, prima di ogni guerra, in cui le parole cambiano funzione. Non servono più a comprendere la realtà, ma a renderla accettabile. È in quel momento — invisibile, quasi silenzioso — che la violenza diventa pensabile..