A cura del Movimento Nonviolento.

Non ho nulla di nuovo da insegnare al mondo. La verità e la nonviolenza sono antiche come le montagne”. Eppure Gandhi è considerato, giustamente, il padre della nonviolenza moderna perché ne ha fatto un metodo di lotta politica contro le ingiustizie, per la libertà, la pace.
L’Assemblea generale dell’ONU ha indetto la Giornata Internazionale della Nonviolenza nel giorno della nascita di Mohandas K. Gandhi (2 ottobre), chiamato il Mahatma, la grande anima. Se da un lato questa ricorrenza ha contribuito alla divulgazione del messaggio della nonviolenza “anche attraverso l’informazione e la consapevolezza pubblica”, dall’altro si corre il rischio – ogni anno di più – della vuota commemorazione, della ritualità ineffettiva, per dirla con una parola, della retorica...

A cura di PIAM onlus Asti.

Non che prima si stesse proprio bene in Afghanistan ma, con la presa del potere da parte dei talebani, la situazione per i civili, soprattutto per le donne, è diventata tragica.
Alcuni afghani residenti in Italia, descrivono così la situazione attuale per le loro sorelle, madri, mogli: “Sono nascoste in cantina con il terrore che, da un minuto all’altro, arrivino ad ammazzarle”. Madri e sorelle nascoste come topi. I talebani le cercano casa per casa, magazzino per magazzino. “Cercano anche solo le tracce. Trucchi, vietati. Libri, vietati”...

di Paolo X Viarengo.

L’estate è passata con le sue gelate. Le sue grandinate. Le sue bombe d’acqua. I suoi danni all’agricoltura per cui le varie associazioni di categoria stanno chiedendo di aumentare i rimborsi assicurativi. Chiedono, giustamente, più soldi per far recuperare le perdite di fatturato agli agricoltori: anche loro devono mangiare. Ma cosa mangeranno? Soldi? Carta moneta? Anzi, cosa mangeremo tutti? Soldi? Carta moneta? Cosa mangeremo se il tempo inclemente continuerà a distruggere i nostri raccolti? Cosa mangeremo se la siccità, le alluvioni, le gelate spazzeranno le produzioni alimentari?...

A cura del Movimento Nonviolento.

La prima vittima della guerra è la verità. In Afghanistan quello che è accaduto negli ultimi 20 anni, dal 2001 al 2021, si è retto sulla menzogna, una montagna di bugie sostenute e diffuse dai militari combattenti delle varie fazioni, dai politici responsabili delle scelte fatte, dall’informazione al soldo degli interessi in campo. Poi ci sono le vittime in carne ed ossa, bambini, donne, uomini, morti o feriti sotto le bombe, negli attentati, negli scontri, o cercando di fuggire da
un futuro di paura.
La guerra cambia il significato delle parole: gli invasori diventano liberatori, i terroristi diventano patrioti, i morti degli altri diventano effetti collaterali...

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