Storia di un progetto sociale popolare, in una periferia che potrebbe assomigliare a quelle di Asti o di New York ...
ImageTorino, Mirafiori-Lingotto. Alveare di cemento costruito intorno alla Fiat. Quartiere operaio nato da un vero e proprio esodo, che ha ammassato uomini e donne a ridosso delle fabbriche in cui, giorno dopo giorno, naufragava il miraggio di una vita più libera e felice. Tanti sono morti tra macchinari e catene di montaggio, chi stroncato da incidenti mortali e chi consumato lentamente da cosiddette "malattie professionali". Quasi tutti hanno capito l'inganno che stava dietro alla promessa di un radioso futuro garantito dalla produzione industriale. Da circa un decennio, a ridosso della ferrovia, in corso Caio Plinio, languono alcuni terreni di proprietà di enti pubblici ...

di Massimo A. Allamandola, Alta Valle Tanaro.
ImageCaro Carlo Petrini,
ti scrivo in risposta al tuo articolo apparso su "La Stampa" di Lunedi' 15 Giugno nel commento che tu hai fatto dell'articolo "Pomodori, rape e fagioli nei giardini di Buckingham Palace".
Ho trovato questa notizia "curiosa ed interessante", avendo vissuto in Inghilterra per molto tempo; il riferimento storico a quell'idea di "dig for victory", quando gli orti urbani e rurali inglesi erano in grado di coltivare piu' del 50 per cento del cibo necessario all'alimentazione nazionale, è molto importante. Soprattutto perche' era in quel periodo che il movimento degli "orti urbani" (allotments in inglese) si sviluppo' sul territorio.
Tuttavia la tua risposta mi ha lasciato perplesso e soprattutto poco soddisfatto nella tua analisi storica e sociale di questa notizia ...

ImageAltritAsti vi aveva raccontato alcune settimane or sono dell'idea di alcune mamme di dar vita ad un progetto di "orto condiviso" in Asti città: un progetto dotato di una forte componente sociale e aggregativa, non solo il semplice bisogno di puro relax da "pollici verdi". Il progetto sta viaggiando; non ancora lungo i binari desiderati dell'uso di un fazzoletto di terra pubblico (cioè un "bene comune": ad Asti non ne è ancora saltato fuori uno utilizzabile da subito ...) ma grazie alla disponibilità di una famiglia di amici del Gruppo di Acquisto Solidale "Il Gasti", che ha messo a disposizione delle nostre mamme (e dei loro pargoli nonché di qualche papà ...) un terreno perfetto per le prime sperimentazioni orticole comunitarie. Insalate, pomodori e molto altro iniziano a farsi notare in campo ...

di Giorgio Cattaneo.
ImageUna vetrofania speciale, con l’Ape della Decrescita che tira giù il Pil. Da qualche giorno, l’adesivo fa mostra di sé sulla porta dell’agriturismo "Crotin 1897" di Maretto, tra le colline dell’Astigiano. E’ stato apposto personalmente da Maurizio Pallante, all’ingresso di quello che è il primo “Locale della Decrescita Felice” d’Italia. «Maretto - spiega Pallante - è soltanto il punto di partenza. Vogliamo infatti creare un vero circuito italiano di locali a impatto zero, rivolgendoci ad aziende agrituristiche, trattorie e bed & breakfast: esercizi disposti a praticare la Decrescita, seguendo precisi accorgimenti per minimizzare l’impatto sull’ambiente e favorire l’economia territoriale fondata sull’autoproduzione e sul consumo di prodotti a filiera corta» ...

Non è tutto oro quello che luccica nelle prime azioni del governo statunitense di Barack Obama. Oltre alle ombre in materia di intervento militare in Afghanistan e al parziale ridimensionamento della dichiarata abolizione dei tribunali militari, la nuova amministrazione degli Usa pare avere imboccato una strada ambigua anche sul fronte della sicurezza agroalimentare con la scelta di Michael Taylor, un avvocato della chiacchierata multinazionale Monsanto, alla direzione del nuovo «Food Safety Working Group» - Gruppo di Lavoro per l’Igiene degli Alimenti.

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