di Alessandro Mortarino.

L'edizione astigiana de “La Stampa” ha dedicato, lo scorso 7 luglio, due interessanti pagine al tema della tutela ambientale in ambito urbano, ospitando le visioni del neo assessore in materia (Marcello Coppo), di chi lo ha preceduto nell'ultimo periodo dell'ultima legislatura (Pietro Ferrero) e nel recente passato (Pierpaolo Pontacolone), oltre alla voce del ristoratore Danilo Machetti. Ne esce un quadro molto stimolante per un dibattito ampio che, ci auguriamo, possa coinvolgere l'intera cittadinanza. Perché di questi tempi, nel pieno incombere di crisi drammatiche legate ai basilari elementi primari del nostro sistema di vita (acqua, aria, terra e fuoco) occorre una forte partecipazione di tutte e tutti nel definire e costruire i principi di una resilienza indispensabile. Che a fatica traspare dalle parole dei nostri amministratori...

di Laura Goria.

Ci siamo lasciati in periodo di campagna elettorale con un lavoro d’inchiesta sugli spazi aggregativi e ci ritroviamo, dopo un mese, ad analizzare i dati emersi dal questionario distribuito da Ambiente Asti alla cittadinanza. E’ un lavoro che può essere anche d’aiuto alla nuova amministrazione per riflettere sulle politiche giovanili e sugli spazi di aggregazione...

A cura del Coordinamento Donne Cgil Asti e della Camera del Lavoro di Asti.

Ringraziamo Elisa Pietragalla, già Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Asti, per la grande disponibilità e la collaborazione che abbiamo riscontrato nel quinquennio appena concluso. Auguriamo buon lavoro ad Eleonora Zollo, neo Assessora ai Servizi Sociali a cui è stata conferita – tra le altre – anche la delega sulle Pari Opportunità, auspicando che abbia seguito il virtuoso rapporto con l’istituzione cittadina.
Apprezziamo il buon equilibrio di genere della nuova Giunta Comunale, 4 donne e 5 uomini. Da questo punto di vista, riteniamo invece del tutto insoddisfacente la composizione del nuovo Consiglio Comunale, 27 uomini e 5 donne. L’85 % contro il 15 %!...

di Alessandro Mortarino.

Che non ci fosse bisogno di un profetico veggente per immaginare che i cittadini italiani si sarebbero tenuti ben distanti dalle urne in occasione dei cinque complicatissimi referendum sulla giustizia, era abbastanza evidente. E così è stato. Qualche dubbio restava, invece, nel valutare la disaffezione elettorale dei cittadini astigiani nel momento in cui la democrazia della scelta politica incontra il livello più  prossimo, ovvero le amministrative comunali. Il risultato è una debacle sempre più grave per la politica: quasi un cittadino su due ha marinato le urne e il messaggio che ne deriva è che il futuro della città viene così demandato a “chi vincerà”, chiunque sia, “tanto non cambierà nulla”. Questo è il dato su cui riflettere; secondario che il Sindaco uscente non avrà bisogno del secondo turno per essere legittimato al bis per completare le “cose” non fatte o lasciate in sospeso a causa – si dirà – non di incapacità politica ma di due anni maledetti vincolati dall'emergenza pandemica...

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